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venerdì 3 febbraio 2012

Scopri la differenza

Un dipendente Mediaset viene multato per aver parcheggiato in divieto di sosta.
Bersani e Rutelli: "Berlusconi non poteva non sapere!".
Il tesoriere della (fu) Margherita e senatore del Partito Democratico Lusi fa sparire milioni a pacchi dalle casse del partito.
Bersani e Rutelli: "Ehi, amici, non ce ne siamo accorti! Come avremmo potuto?".


mercoledì 1 febbraio 2012

Ma Rizzo Nervo c'è o ci fa?

Il CdA RAI nomina alla direzione del TG1 e del TGR un direttore vicino al PdL e uno vicino alla Lega e il consigliere Nino Rizzo Nervo (in quota alla sinistra, in particolare al PD) si dimette per protesta, denunciando il fatto che queste nomine "rappresentano l'ultima e per me insanabile ferita inferta all'autonomia del servizio pubblico dai condizionamenti asfissianti della politica" e chiede l'intervento della politica (ma quale? quella stessa degli "asfissianti condizionamenti"?) e delle istituzioni. 
Ora, i casi sono due: o Rizzo Nervo è un povero sprovveduto oppure è in malafede. 
Io propendo per la seconda ipotesi.
Non mi pare infatti possibile che uno come Rizzo Nervo, per la sua storia politica e per la posizione che occupa, possa non sapere che la RAI fin dalla sua nascita è stata sempre "occupata militarmente" dai partiti (nella Prima Repubblica da DC, PSI e PCI, ora da PdL, PD e Terzi Poli assortiti): la pratica si chiamava "lottizzazione".
Negli ultimi anni il termine è stato pudicamente e ipocritamente messo da parte, ma la pratica è tuttora in auge, forse anche più che in passato.
Fa specie quindi che uno come Rizzo Nervo, che siede (sedeva?) nel CdA RAI proprio grazie agli "asfissianti condizionamenti della politica" (nel suo caso, in particolare, del Partito Democratico) ora insorga contro quelle stesse pratiche lottizzatorie a cui deve la poltrona.
Fa ancora più specie che Rizzo Nervo insorga solo ora, in occasione di due nomine gradite ai "nemici" di PdL e Lega: non risulta nessun suo "soprassalto di dignità" in occasione di nomine gradite  alla sua parte politica.
Detto questo il vero problema, al solito, è la natura della RAI: l'unico modo per sottrarre (almeno parzialmente) la RAI al controllo dei partiti consiste nel privatizzarla: tutto il resto è ipocrisia e chiagnifottismo.

mercoledì 18 novembre 2009

Il (semi)nuovo che avanza

Notiziola: dadDario Franceschini ha deciso, bontà sua, di accettare l'offerta della presidenza del gruppo di Montecitorio fattagli da Bersani.

Antefatto/1: il 19 Ottobre Alessandro Gilioli scriveva sul suo blog su L'Espresso:

Gentili Bersani, Franceschini e Marino,da giorni si dice in giro che sarebbe già stato deciso di consolare il secondo arrivato alle primarie di domenica prossima con la poltrona di capogruppo a Montecitorio.
Vorrei sapere se, per gentilezza, ciascuno di voi può promettere ufficialmente e sul suo onore che, in caso di vittoria o di secondo posto alle primarie, impedirà questo ventilato mercimonio fra correnti.
Ringrazio in anticipo, certo di una vostra cortese risposta.
(Ps: il post è stato mandato per mail ai tre candidati).

Antefatto/2: il 21 Ottobre suDario Franceschini rispondeva a Gilioli, sempre su L'Espresso:

Gentile Gilioli, la ringrazio per la sua domanda e l’attenzione che rivolge alle primarie del nostro partito, evento unico nel panorama politico europeo, di cui tutti dovremmo essere orgogliosi.
Per quanto riguarda il suo quesito, l’ho già detto nei giorni scorsi e oggi l’ho ribadito con un mio tweet indirizzato a Ignazio Marino, che non lascia spazio a nessuna ambiguità: non c’è nessun accordo per nessuna carica, ma solo il desiderio che si rispetti la scelta del popolo delle Primarie.
Fa male al Pd e al confronto chi insiste nel volere far passare un messaggio falso e inciucista.
Dario Franceschini

Traete voi le conclusioni del caso.

venerdì 23 ottobre 2009

Differenze

Il presidente Berlusconi con la Daddario: “fatto di rilevanza pubblica”; il presidente Marrazzo con un trans: “momento di privacy”.

Immagino che aspetteremo invano dieci domande da Repubica™, stavolta.

martedì 23 giugno 2009

Parlate piano, e non fate movimenti bruschi

E' questo il consiglio che si dà alle persone che si trovano di fronte uno squilibrato potenzialmente pericoloso.

Temo che ormai valga anche per (su)Dario Franceschini, il liquidatore fallimentare della formazione "a vocazione maggioritaria" (sic) che raccoglie il meglio (o il peggio, a seconda dei punti di vista) del cattocomunismo italiota.

Basta leggere il virgolettato delle sue dichiarazioni su Repubica™, sul Corriere e in ogni dove:

«Comincia il declino della destra. Sarà un percorso lungo ma con lavoro e impegno porteremo avanti un cammino di cambiamento del Paese»
«Non appena 15 giorni fa, il Pdl prevedeva di raggiungere il 45% alle Europee e di conquistare tutte le grandi città. Oggi invece Berlusconi è 10 punti sotto e c'è alle amministrative una tendenza a favore del Pd molto importante, in un momento in cui in Europa soffia un vento di destra». Una «inversione di tendenza», aggiunge Franceschini, che «per noi è una base di partenza per portare avanti un percorso di cambiamento nel Paese».

Allora, andiamo con ordine:

1) Quello che è successo quindici giorni fa è noto ormai a tutti, tranne a Pinocchio Franceschini: alle europee il Pdl è passato dal 37,4% delle politiche al 35,3% (- 2,1%), il PD è passato dal 33,2% delle politiche al 26,1% (-7,1%): è questa l'inversione di tendenza? è questo il declino della destra?

2) alle provinciali del 2004 su 60 province 9 erano andate al centrodestra, 51 al centrosinistra; oggi su 62 province (si è votato anche in 2 province istituite di recente) i numeri dicono centrodestra 34 (+25), centrosinistra 28 (-23): è questa l'inversione di tendenza? è questo il declino della destra?

3) alle comunali del 2004 su 30 comuni capoluogo 5 erano andati al centrodestra, 25 al centrosinistra; oggi su 30 comuni capoluogo i numeri dicono centrodestra 14 (+9), centrosinistra 16 (-9): è questa l'inversione di tendenza? è questo il declino della destra?

Secondo Franceschini, sì.

Aiutatelo.

giovedì 4 giugno 2009

Dichiarazione di voto

Fino a poco tempo fa avevo intenzione di non andare a votare, come l'anno scorso, ora invece voterò PdL, non tanto perché mi ci riconosca pienamente (anzi: piuttosto sono in sintonia con Facci) ma perché mi sono convinto che sia assurdo mantenere una posizione "neutrale" quando dall'altra parte si continua, come nei passati 15 anni, ad alimentare scientemente un clima da guerra civile strisciante.

A orientarmi verso il voto e non l'astensione è stato il livello di squallore e di inciviltà dimostrato da Franceschini e dalla sua cricca di sciampiste e di gossippari di professione.

Mi hanno convinto, per la prima volta, a votare non "per" qualcosa ma "contro" qualcosa: contro di loro, e contro tutto quello che hanno saputo esprimere in negativo in questi ultimi mesi.

Per la cronaca: se le cose non fossero andate così, la mia dichiarazione di voto stavolta sarebbe stata questa: