ASTENSIONISMI.
La scuola della moglie
di Giuliano Ferrara
Leggiamo da "Io donna" di sabato scorso, a firma di Marina Terragni: «Giuliano Ferrara, andrà a votare?» «Sì, ho anche firmato per i referendum... Per me è una guerra culturale sui principi della vita». Leggiamo dal "Messaggero" di ieri, appena due giorni dopo, a firma di Mario Ajello, la dichiarazione di Anselma Dall’Olio, moglie di Ferrara: «Io, come Giuliano, sono per l’astensione. Questa è una vera posizione femminista».
Chissà, magari sarà un semplice misunderstanding, e non ricade dunque in quella «Scuola delle mogli», «questa école de femmes da commedia leggera» che lo stesso Ferrara fustigava ieri in un editoriale del "Foglio", prendendosela con i politici «che invitano a votare come le mogli, questi femministi dei nostri stivali».
Ma, del resto, la campagna di Ferrara contro il referendum è tutto un misunderstanding. La coerenza delle posizioni, come è noto, non si può pretendere da quel pulpito. Quindi non staremo qui a dire che non si accettano lezioni di etica da chi prima firma impavido i referendum e poi trascolora in una pavida astensione. No, il misunderstanding più grave non è personale, è politico. Ed è tanto più sgradevole perché Ferrara non ci è, ma ci fa.
Ieri, col solo risultato di farsi nuovamente insultare, stavolta con l’epiteto di luogocomunista, il buon Luca Sofri, ex compagno di tv, glielo scriveva in una lettera a Ferrara: «Non ho mai letto - mi è sfuggito? - in un suo editoriale un accenno alla questione del numero degli embrioni o della regolamentazione della fecondazione eterologa, che è ciò di cui si doveva discutere. Si trattava di fare una cosa buona, e voialtri prepotenti avete parlato d’altro».
Ecco, parlar d’altro, sport nazionale dell’Italia colta, che a una serie discussione preferisce sempre una prolissa affabulazione. Siccome Ferrara, arci-italiano, è maestro nel secondo genere, mesi e mesi passati a parlare di riccioli, di qualcuno e di qualcosa, di soggetto e oggetto. Così la ex guerra culturale per un no argomentato è diventata ciò che è diventata, una canzonetta italiana, con Ferrara nei panni di Mogol, tu chiamale se vuoi emozioni.
E avendo buona parte del fronte referendario accettato di cantare alla musica di quella sirena, poco ci stupirà se quei pochi italiani, appena un dieci per cento, che contano per fare il quorum, domenica preferiranno andarsene al mare, non avendoci capito niente. Era cominciata come una «guerra culturale» ed è finita con un «facimmo ammuina» di borbonica qualità.
mercoledì 8 giugno 2005
Questo Ferrara non ci piace
Il Riformista pubblica un editoriale, che condivido praticamente parola per parola, su Giuliano Ferrara (massì, proprio lui: la moglie di Anselma Dall'Olio), direttore del Soglio (pardon: Foglio):
Europa, o cara
Cara soprattutto ai nostri eurodeputati: basta guardare questa tabella, che riporta gli stipendi dei nostri (?) rappresentanti (fonte: Corriere della Sera/Times):
L'aggancio delle retribuzioni a quelle dei parlamentari dei rispettivi Paesi di provenienza fa sì che acuni eurodeputati ricevano attualmente dodici mensilità, alcuni tredici e altri quattordici. Per uniformare i salari, si è scelto di riportare i guadagni annuali secondo i dati pubblicati da Times. Ne risulta che un eurodeputato italiano percepisce in un mese (12.007,03 euro) quasi quanto un lèttone prende in un anno.Come potete vedere, quindi, esiste almeno un campo in cui siamo nettamente primi in Europa: quello degli stipendi ai nostri laboriosi (?) e produttivi (??) eurodeputati - io, comunque, a costo di passare per incontentabile, avrei preferito veder primeggiare l'Italia in altri campi.
Italia 144.084,36 euro
Austria 106.583,40
Olanda 86.125,56
Germania 84.108
Irlanda 82.065,96
Gran Bretagna 81.600 euro
Belgio 72.017,52
Danimarca 69.264
Grecia 68.575
Lussemburgo 66.432,60
Francia 62.779,44 euro
Finlandia 59.640
Svezia 57.000
Slovenia 50.400
Cipro 48.960
Portogallo 41.387,64
Spagna 35.051,90
Slovacchia 25.920 euro
Rep. Ceca 24.180
Estonia 23.064
Malta 15.768
Lituania 14.196
Lettonia 12.900
Ungheria 9.132
Polonia 7.369,70 euro
lunedì 6 giugno 2005
Ai firmatari del documento pro-Cuba
Mi piacerebbe che i firmatari della lettera-petizione a sostegno del regime comunista cubano, fra cui alcuni italiani (potevano mancare, gli utili idioti nostrani, quando si tratta di difendere una dittatura? certo che no) leggessero questo articolo.
Che leggano, Claudio Abbado, Luciana Castellina, Gianni Minà e gli altri "progressisti" (sic) le parole di questo nazionale di volley che ha deciso di chiedere asilo politico in Italia (
Che provino a spiegargli, poi, come hanno fatto con i giornalisti italiani, che nella sua terra "esistono orti bellissimi", e che "la rivoluzione ha consentito il raggiungimento di livelli di salute, educazione e cultura riconosciuti internazionalmente" (sì: riconosciuti in particolare, aggiungo io, dai compagni italiani del partito comunista di Diliberto).
Parlino con lui, se ne hanno il coraggio.
E si vergognino, se ne sono ancora capaci.
Che leggano, Claudio Abbado, Luciana Castellina, Gianni Minà e gli altri "progressisti" (sic) le parole di questo nazionale di volley che ha deciso di chiedere asilo politico in Italia (
Lo avevo giurato anni fa di scappare: quando avevo capito che nella mia terra i diritti umani sono parole vuote, che mancano le libertà elementari fondamentali. E io ero un privilegiato: sono iscritto all'università (Educazione fisica), giro il mondo dall'età di 15 anni (quando cominciai a giocare a volley) e dal 2000 sono addirittura titolare in nazionale).
Che provino a spiegargli, poi, come hanno fatto con i giornalisti italiani, che nella sua terra "esistono orti bellissimi", e che "la rivoluzione ha consentito il raggiungimento di livelli di salute, educazione e cultura riconosciuti internazionalmente" (sì: riconosciuti in particolare, aggiungo io, dai compagni italiani del partito comunista di Diliberto).
Parlino con lui, se ne hanno il coraggio.
E si vergognino, se ne sono ancora capaci.
sabato 4 giugno 2005
venerdì 3 giugno 2005
Rutelli scavalca Fini - a destra
Un triste tramonto per l'ex "liberale, liberista e libertario" di un tempo.
giovedì 2 giugno 2005
La tragedia di un uomo ridicolo
Primarie sì, primarie no, adesso primarie di nuovo sì (forse - si dice - si mormora)...
E questa mortadella semifusa dal caldo sarebbe lo statista che "ricostruirà" l'Italia?
Tanto varrebbe affidare l'incarico al Mago Otelma, o alle sorelle Lecciso...
E questa mortadella semifusa dal caldo sarebbe lo statista che "ricostruirà" l'Italia?
Tanto varrebbe affidare l'incarico al Mago Otelma, o alle sorelle Lecciso...
mercoledì 1 giugno 2005
Trattato costituzionale, anche l'Olanda dice no
Non che sia una sorpresa: i sondaggi da tempo davano gli olandesi orientati a votare no.
Stasera la conferma: secondo i primi dati, il NO è al 63%, il Si al 37%.
Anche in Olanda la partecipazione al voto è stata molto alta: 62%, oltre il doppio del 30% indicato dal Parlamento come soglia minima per considerare significativo l'esito del referendum.
Stasera la conferma: secondo i primi dati, il NO è al 63%, il Si al 37%.
Anche in Olanda la partecipazione al voto è stata molto alta: 62%, oltre il doppio del 30% indicato dal Parlamento come soglia minima per considerare significativo l'esito del referendum.
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