lunedì 11 aprile 2005

Theo Van Gogh? Cancellato

Cancellato dai nazisti islamici e da chi cede alle loro minacce, nascondendosi dietro il dito della "preoccupazione per il pubblico".

Cancellato dal suo produttore che, sotto la pressione degli integralisti da una parte e dei servizi di sicurezza olandesi dall'altra, ha deciso di ritirare a tempo indeterminato l'opera.

Cancellato dal Corriere della Sera che definisce "Submission", il film che è costato la vita a Van Gogh, un film "anti-islamico": esattamente la definizione che del film hanno dato, non a caso, i fanatici integralisti che hanno decretato ed eseguito la condanna a morte del regista olandese.

In realtà il film si limita a denunciare la condizione della donna nel mondo islamico: non fa propaganda, si limita a riportare dei fatti, si limita a dire delle verità, verità evidentemente scomode, intollerabilmente scomode per gli estremisti islamici.

Mi associo all'invito di Rabbi': scaricate e diffondete il film (23,4 MB di download, in formato Windows Media Player), riportate la notizia della sua cancellazione dai circuiti ufficiali, parlatene, sollevate la questione.

Ccome dice Rabbi':
Ritirare un film per la minaccia dei terroristi. Come possiamo dargliela vinta?
Allora ritiriamo tutte le opere di Salman Rushdie, ritiriamo tutte le Bibbie cattoliche, ritiriamo Emma Bonino che difende le donne musulmane oppresse.
Appunto: vogliamo dargliela vinta? Vogliamo girare la testa dall'altra parte, per quieto vivere?

Vogliamo fare finta che la cosa non ci riguardi, non ci tocchi direttamente?

Vi ricorda niente, questo?
Prima vennero per gli ebrei
e io non dissi nulla perché
non ero ebreo.

Poi vennero per i comunisti
e io non dissi nulla perché
non ero comunista.

Poi vennero per i sindacalisti
e io non dissi nulla perché
non ero sindacalista.

Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno
che potesse dire qualcosa.

(Martin Niemoeller, pastore evangelico deportato a Dachau)

lunedì 4 aprile 2005

Un disastro annunciato

A meno di - ormai improbabili - sorprese dell'ultimo momento in Puglia, la partita si chiude sull'11 a 2 per la sinistra.

Si è ripetuto, in forma speculare, quello che era successo nel 2000, quando le regioni amministrate dallo schieramento ulivista erano passate in blocco (tranne il nocciolo duro delle tradizionali "regioni rosse") alla Casa delle Libertà.

Come molti, davo per scontato che le regionali sarebbero state perse dal centro-destra, ma non mi aspettavo una simile débacle, aggravata se possibile dalle prime reazioni di alcuni esponenti della CdL, impegnati a rilasciare dichiarazioni francamente sconcertanti:

"il voto è stato influenzato da fattori locali": si trattava infatti di elezioni amministrative, cioè "locali" per definizione;

"quello che conta non sono le Regioni vinte o perse ma i voti complessivi": peccato che il sistema elettorale dica il contrario: non vince le regionali chi raccoglie più voti "a livello nazionale", ma chi riesce a far eleggere, regione per regione, i propri candidati;

e potrei portare altri esempi, ma penso che il quadro sia già chiaro.

A giudicare dai dati finora disponibili, non si può dare la "colpa" dell'accaduto neanche alla scarsa partecipazione al voto degli elettori di centro-destra, tanto paventata nei giorni scorsi, perché di fatto l'affluenza risulta essere di appena il 2-3% più bassa rispetto al voto amministrativo di cinque anni fa (e in Puglia pare addirittura risultare superiore, sia pure di un modesto 0,3%).

Insomma, di sconfitta si tratta, e di sconfitta pesante: ora resta circa un anno e mezzo per raddrizzare la barca, correggere la rotta ed evitare il naufragio alle politiche.

Ai confini della decenza - e oltre

Sono abbastanza vecchio per ricordare la morte di almeno tre Papi, prima di questo, ma non ricordo di avere mai visto tanta retorica e tanto ipocrita conformismo in occasione della morte dei precedenti Pontefici, con l'aggravante che questo è stato seppellito dai media mentre era ancora vivo (Ferrara direbbe "a corpo ancora caldo"; per soprammercato, nel suo caso anche la sua mente era ancora presente e lucida).

Sette reti televisive nazionali su sette hanno preso fin da giovedì a trasmettere interminabili necrologi (coccodrilli, in gergo) del Papa a Papa ancora vivo, a corpo ancora caldo e cosciente, e a sparare edizioni straordinarie per i motivi anche più banali: sabato sera, ad esempio, Italia 1 ha interrotto la normale programmazione verso le 20 per lanciare l'ennesima edizione straordinaria - attimo di tensione: vuoi vedere che è morto? Ma no: l'edizione straordinaria va in onda solo ed esclusivamente per far conoscere ai telespettatori le sensazioni che provano i fedeli raccolti in piazza San Pietro (insomma, le solite stronzate in stile La vita in diretta: "cosa prova, lei, in questo momento?" o ancora: "il Papa sta morendo: quali sono i suoi pensieri, in proposito?" e così via).

Lo sport ufficiale, calcio professionistico in testa, ha deciso di fermarsi, la RAI si è astenuta dal trasmettere il Gran Premio di Formula 1 del Barhein, e alcuni sconsiderati si sono spinti fino al punto di suggerire che forse, visto il momento, sarebbe stato il caso anche di rimandare le elezioni.

Rimandare le elezioni? Ma siamo matti?
E la laicità dello Stato, e il principio di separazione fra Stato e Chiesa?
E il rispetto per chi cattolico non è? Va praticato solo quando a chiederlo (a pretenderlo) sono gli immigrati musulmani, ma non vale (più) per i cittadini italiani di altre fedi, oppure atei, o agnostici?

Ricordo che proprio in occasione dell'attentato al Papa, alla vigilia di un importante referendum, l'ipotesi di rimandare il voto praticamente non venne neanche presa in considerazione; ricordo anche che dopo gli oltre tremila morti dell'11 settembre, quella stessa sera, a cadaveri ancora caldi e sepolti sotto le macerie, le squadre italiane giocarono comunque le partite delle Coppe europee (e l'11/9 fu davvero un evento eccezionale - la morte di un Papa, invece, è un evento in un certo senso nella natura delle cose: nessuno vive in eterno, e in particolare di questo Papa è nota ormai da parecchi anni la travagliata storia clinica).

A guardare le televisioni e a leggere i quotidiani italiani di questi giorni un marziano probabilmente ricaverebbe l'impressione che l'Italia sia l'equivalente occidentale e cristiano di una Repubblica fondamentalista islamica, una specie di Arabia Saudita adagiata nel Mar Mediterraneo, e non sarebbe certo la lettura dei quotidiani "di sinistra" o la visione delle trasmissioni "cristiano-talebane" della Rete 3 della RAI a smentire questa impressione: finiti i tempi in cui Cuore salutava l'ascesa di Karol Wojtyla al Soglio Pontificio con una vignetta in cui un tipico ornamento delle sinistra commentava: "E' biondo, beve birra e odia gli ebrei" - insomma, lo stereotipo dello sporco nazista - ora RAI 3, la stampa e i blog moralmente superiori si disperano per il Papa nogglobal, pacifista e anticapitalista - salvo poi avere delle "piccole" (ri)cadute di stile, come quando si tratta ad esempio di criticare con i soliti toni "sobri e smorzati" la dottrina cattolica in campo sessuale o come qundo si tratta di far vedere quanto si è "laici" (o forse, più semplicemente, laidi).

Due esempi per tutti?

Questo:

Son giorni in cui mi piacerebbe tanto essere neocona. Sarebbe bello avere la certezza matematica, anzi, teologica, delle mie ragioni...

(...)

...e ignorare beatamente che la parte politica che sostengo mi vorrebbe vedere scalza e incinta ogni giorno della mia vita, salvo poi prendere i miei figli, che si sono arruolati nell'esercito per sfuggire alla disoccupazione, e mandarli a crepare al fronte. Sarebbe bello essere così serenamente ottusa, governata da testosteroni bellici non miei. Sai che riposo, la vita.
(Fossi in lei non mi preoccuperei troppo: non mi pare, infatti, che stia sforzando il cervello più di tanto - a occhio e croce, se questo è il massimo che riesce a fare, un paio di neuroni dovrebbero già essere più che sufficienti per fare andare avanti la baracca. )

Oppure questo:

Almeno trecento persone si stanno divertendo maledicendo il dio dei cristiani e i loro sacerdoti in piazza Vittorio Veneto a Torino. Vieni anche tu!

La festa sta entrando nel vivo, almeno trecento persone di ogni ceto sociale e nazionalità si stanno divertendo alla faccia della feccia cattofascista.

Chiunque si trovi nei dintorni di Torino venga a brindare con noi, divertimento assicurato!

Festa antipapale per la morte di Karol il maiale!

Tra breve posteremo le foto.

Qui direi che basta un commento al post apparso sempre su Indymedia:
certo che mi fate schifo, io sono comunista, e un convinto pacifista, odio le religioni ma rispetto chi crede e rispetto la vita umana...
siete delle bestie come i fascisti...
mi fate schifo

Eh sì, Wojtyla è tuttora un Papa molto amato dai nostri brillanti "anti-capitalisti, anti-imperialisti, comunisti" - ma solo quando fa loro comodo, ovviamente.

L'Iran ha acquistato missili in grado di trasportare testate nucleari

Il neo-presidente Ukraino Viktor Yushchenko ha dichiarato che Kiev, sotto il precedente governo filo-russo, avrebbe venduto illegalmente a Iran e Cina alcuni missili "da crociera" in grado di trasportare testate nucleari.

Non solo i missili, con un raggio d'azione di 3.200 chilometri - almeno sei X-55, identificati in ambito NATO con la sigla AS-15 - sono in grado di trasportare testate nucleari, ma la loro disponibilità potrebbe far fare un grosso salto di qualità al programma nucleare militare iraniano, consentendo ad esempio di copiare la loro tecnologia per incrementare ulteriormente la portata di quello che attualmente è il più potente missile iraniano (derivato da un precedente modello nord-coreano: quando si dice l'Asse del Male...), lo Shahab-3.
Ukrainian President Viktor Yushchenko said in an interview late Thursday that nuclear-capable cruise missiles were sold illegally to Iran and China under Kiev’s previous regime.

“I confirm this, though I do so with bitterness,” Yushchenko, who will make an official visit to Washington next week, told NBC.

He said the X-55 missiles were exported under a forged contract that had Russia as the country of destination, but did not say when the sale took place. A copy of the contract obtained by NBC appeared to bear clearance stamps for the export of 20 missiles to the Russia, which has denied any role in the sale, NBC said.

No nuclear warheads were sold with the missiles, made in 1987 which have a range roughly of 3,200 kilometers (2,000 miles) and were poorly maintained, according to a Ukranian source familiar with the investigation.

US intelligence officials quoted by NBC said China and Iran each obtained six missiles.
Ukrainian officials have offered conflicting accounts of the number of rockets delivered.

Despite lacking nuclear warheads, the rockets could advance Iran’s alleged quest for nuclear weapons -- they could reverse engineer the missiles, and double the range of its most powerful rocket, the Shahab-3, US intelligence officials told NBC.

(Khaleej Times - continua)

According to media reports, Ukrainian President Viktor Yushchenko confirmed recently that Ukraine secretly and illegally sold nuclear-capable cruise missiles to Iran and China under the former government of President Leonid Kuchma.

Yushchenko said that a shipment of 20 X-55 missiles was exported under a false contract that listed Russia as the destination. Russia has denied any involvement in the case.

There is an international cry for these two countries to return the illegal weapons and disarm as soon as possible.
The smoking gun reveals a fact that no one really knows what else these two countries really got through a concerted smuggling process and using the international non-conventional arms dealers in Russia and elsewhere.

The biggest danger is the fact that these two countries may decide to hand over the missiles to the terrorists like Al-Queda who can then use them to create a total havoc in the world!

(India Daily)


L'Iran finanzia i terroristi palestinesi

Secondo fonti palestinesi l'Iran, attraverso gli Hezbollah libanesi, ha offerto anche di recente somme di denaro in cambio di attentati suicidi al fine di compromettere la tregua fra Israele e ANP:
PALESTINIAN fighters have revealed that Hezbollah, the militant Lebanese group backed by Iran, is offering to pay for attacks aimed at shattering the fragile truce with Israel.

Ariel Sharon, the Israeli prime minister, has made it clear that one suicide bomber in Tel Aviv could prompt him to abandon negotiations with the Palestinian Authority, and may even delay Israel’s disengagement from Gaza, which is planned for July.

In the first concrete evidence of Iranian interference in the Israeli-Palestinian conflict the men, all on Israel’s most wanted list, said they had received payments of up to $9,000 (about £4,800) sent by Hezbollah to the West Bank for attacks against Israel during the past four years.

They said that most of the money from Hezbollah had been sent to Islamic Jihad, the militant fundamentalist group that has sent suicide bombers into Israeli cities. The men, members of the al Aqsa Martyrs’ Brigades — the military wing of Fatah, the secular group founded by Yasser Arafat — knew of the payments because they liaised with Islamic Jihad in their area, near the West Bank city of Nablus.

“They would send Islamic Jihad money in amounts of something like $4,000,” said Ala’a Sanakreh, the 27-year-old leader of the group. “It’s easy — they just use Western Union.”

(Sunday Times - continua)


sabato 2 aprile 2005

Iran sempre piu' pericoloso, Europa e Francia sempre piu' inerti

Secondo notizie riportate da fonti dell'opposizione iraniana, il regime di Teheran avrebbe stanziato 2,5 miliardi di dollari per l'acquisto di tre testate nucleari:
Iran allocated $2.5 billion to obtain three nuclear warheads last year, an exiled Opposition group has said, without saying whether Iran had secured any of the warheads.

Iran's so-called supreme mullah leader mullah Ali Khamenei had told defence minister to take steps to obtain nuclear warheads. "In mid-2004, Khamenei allocated $2.5 billion to obtain three nuclear warheads."

Iran's mullahs also speeding up work on a reactor south of Tehran which could produce enough plutonium for an atomic bomb by 2007.

Iran says its nuclear programme will be used only to generate electricity. But Washington and European countries fear Iran could use its nuclear plants to produce bombs.
(Persian Journal)

Così Iran Focus:
The Iranian regime is on a fast-track to obtain nuclear weapons, according to the National Council of Resistance of Iran, the main opposition coalition, who made new revelations at a press conference in Paris today.

Mohammad Mohaddessin, chairman of the Foreign Affairs Committee of the NCRI, told reporters that Iran's Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei had allocated 2.5 billion dollars to acquire three nuclear warheads.

“Khamenei has told Shamkhani, the Iranian regime’s Defence Minister, that obtaining a nuclear bomb would guarantee the survival of the Iranian regime forever”, Mohaddessin said.

He also accused Tehran of speeding up work in Arak, the site of a massive heavy-water plant.

“The Iranian regime is engaged in an all-out and expeditious effort to complete the Qatran Complex in Arak (central Iran). The objective is to obtain plutonium to build a nuclear bomb”, he said.

“The site is also used to generate small-scale electricity and major scientific laboratory tasks that are carried out for plutonium production.

“Based on our information, in the first phase, this reactor will produce about 8 to 10 kilos of plutonium that could be used for a nuclear bomb”.

“Arak’s heavy water facility is composed of three main parts and nine subsidiary units. The latter have begun their work since a year ago. At present, two main units of the facility are at production stage and produce eight tons of 15% heavy-water. With the completion of the third unit, the complex will increase heavy-water production from eight to 16 tons. Heavy-water will increase from 15 percent to 99.8 percent”, he said.

“Mesbah Energy Company, affiliated with the Atomic Energy Organization of Iran, is responsible for operating this facility”, he said.

Mohaddessin charged that an engineer called Manouchehr Madadi was supervising the research and development of Arak’s heavy-water facility and that he reports to another engineer by the name of Dariush Sheibani who works for the Mesbah Energy Company.

Also a confidential report by the Iranian parliament which the opposition had obtained, entitled, ‘An appraisal of the conduct of the Atomic Energy Organization’ and prepared in February 2004, was shown to reporters.

The report stated, “Unfortunately, the Majlis was unaware of these two major projects and affiliated programs. It is not clear to the legislative branch from where the budget for these projects were provided. Nor was it aware of how this project began and implemented. In the government’s three-year activity report no mention was made of these projects”.

“This report clearly reveals Tehran’s intentions about its nuclear programs, so much so that the even the parliament is unaware of them and the budget is allocated outside the normal budgetary process overseen by the Parliament”, Mohaddessin added.

The latest revelations follow information released last week by the Iranian Resistance to the international community regarding Iran’s suspected nuclear weapons complex in Parchin, south of Tehran.

The NCRI charges that secret underground tunnels have been set up at the sight and that Tehran may have already begun enriching uranium there using laser technology.

Mohaddessin told reporters that the latest information were provided by the main Iranian opposition group, the People’s Mojahedin Organisation of Iran (PMOI), and their supporters with access to high-level information inside Iran.

Since August 2002, the NCRI has earned a record for its nuclear revelations, which included the heavy-water complex in Arak as well as a massive uranium enrichment plant in Natanz.
Tanto per cambiare, Unione Europea e Francia sono "simpaticamente distratte":
Mohaddessin criticised the European Union making particular reference to the French government for its “policy of appeasement vis-à-vis the Iranian regime’s nuclear weapons program”. He said that France’s decision to invite the regime’s president Mohammad Khatami to Paris next week “simply convinces the mullahs that they could continue to vigorously pursue their nuclear weapons program”.

He called on the international community to develop a firm policy against the Iranian regime for its pursuit of nuclear weapons and to send Tehran’s nuclear file to the United Nations Security Council. (Iran Focus)

Nel frattempo i lavori alla centrale nucleare di Arak, che sarà in grado di produrre plutonio per armi nucleari, sono molto più avanti di quanto il regime vorrebbe far credere: secondo alcuni gruppi dell'opposizione il reattore non entrerà in funzione, come detto all
'International Atomic Energy Agency (IAEA), nel 2014, ma già entro il 2007.

I leader del regime islamo-nazista iraniano hanno ribadito più volte esplicitamente la loro intenzione di usare armi nucleari per "risolvere una volta per tutte il problema rappresentato da Israele"; in particolare, hanno anche dichiarato che la distruzione di Israele potrebbe costare alla comunità islamica "al massimo quindici milioni di morti", in caso di rappresaglia nucleare israeliana, e hanno definito questa perdita come "accettabile, in cambio della fine degli ebrei".