giovedì 11 novembre 2004

C'e' del marcio in Padania


Interessante articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera:
Franco e Riccardo assunti a Strasburgo al seguito dei deputati leghisti Speroni e Salvini



Bossi, in Europa il fratello e il figlio del Senatùr

Quando il Carroccio tuonava conro il clientelismo, il nepotismo e gli arrivisti



In attesa che Umberto Bossi sia pronto al gran rientro (auguri), la Lega Nord guarda al futuro. E ha mandato a prendere confidenza con Bruxelles e le istituzioni comunitarie, nel mentre crescono i giovani eredi Renzo, Roberto Libertà ed Eridanio, un altro paio di appartenenti alla Real Casa Senatùria: Franco Bossi (il fratello) e Riccardo Bossi (il figlio primogenito). Assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti accreditati. Portaborse, avrebbero detto i padani duri e puri di una volta. Ma pagati sontuosamente. Per l'attaché, ogni deputato riceve infatti 12.750 euro. Pari a 24 milioni e 687 mila vecchie lire. Al mese. La notizia, contenuta nell’elenco ufficiale pubblicato dall’Europarlamento e facile da controllare sul sito internet www2.europarl.eu.int/assistants, non precisa che mestiere facciano i due.
Da leggere. Continua qui.



Perche' Arafat e' morto proprio oggi


La spiegazione la fornisce qui il sempre puntuale LiberoPensiero.



Sempre sul suo blog altre pillole di verità, unico valido antidoto contro il processo di beatificazione, già iniziato da tempo, di quel terrorista massacratore di ebrei (e non solo) che in vita sua è riuscito a farsi sfuggire tutte le occasioni di diventare uno statista e un vero leader: uno, due, tre, quattro, cinque.

mercoledì 10 novembre 2004

Irak, trovati i covi dei rapitori mozza-teste


Dove? Ma a Falluja, naturalmente, la città-simbolo della "resistenza" tanto cara a Lilli Gruber, ai pacifinti e, non ultime, alle due (si)mone:
FALLUJA - Sono stati trovati dai militari iracheni nella zona settentrionale di Falluja i covi dove gli estremisti islamici hanno tenuto gli ostaggi stranieri prima di giustiziarli. Il generale Abdul Gader Mohan, dell'esercito iracheno, ha dichiarato che sono stati trovati "i mattatoi, capi di vestiario neri, centinaia di cd, e liste complete con i nomi".
Fonte: Corriere della Sera.



Olanda, operazione antiterrorismo in corso


Dalle prime ore dell'alba è in corso in Olanda una operazione anti-terrorismo che ha comportato anche la chiusura dello spazio aereo sopra la capitale.



La polizia ha circondato in forze un edificio in cui si sono asserragliati alcuni sospetti terroristi islamici.



Tre poliziotti sono stati feriti dal lancio di una bomba a mano, due sono gravi.



Ciliegina sulla torta: nelle stesse ore, una sigla islamista ha minacciato di colpire l'Olanda se non cesseranno le aggressioni contro i "veri credenti" - come quello che ha ucciso il regista Theo van Gogh, immagino.



AGGIORNAMENTO ore 19:00 - Catturati due sospetti.



Civili inermi massacrati dagli okkupanti


Come dite? I "soliti" kattivi amerikani impegnati a massacrare (come al solito, secondo la trita e ritrita litania pacifinta) "donne, vecchi e bambini" in Irak?



Sorpresa: no, gli "insoliti", bravi, buoni, multilateralisti e politicamente corretti francesi, impegnati a massacrare civili inermi (ma che "minacciavano di diventare violenti", oh oui...) in Costa d'Avorio:
Civilians killed during Ivory Coast protest



Several civilians have been shot dead during violent demonstrations in the West African nation of Ivory Coast.



Soldiers opened fire during an anti-French protest in the commercial capital Abidjan.



Witnesses say that French troops fired into the crowd when the demonstration became violent.



But the French military says it was not responsible for the killing.



French officials say Ivorian troops started shooting after they were shot at by protesters outside a luxury hotel in Abidjan.



The latest incident happened after more than four days of unrest in Ivory Coast.



French, Ivorian and United Nations troops are trying to restore order.



South African President Thabo Mbeki has invited opposition leaders to Pretoria later this week for talks to end the violence.
Come vedete, comunque, i francesi si sono affrettati a smentire - e se lo dicono loro, gli idoli dei pacifinti di casa nostra, come non credergli? (Arh, arh...)



Theo Van Gogh: '06-05' e 'Submission' su Internet


Come segnalato dal Griso, negli ultimi giorni due televisioni regionali olandesi hanno rinunciato a trasmettere "Submission", il documentario del regista Theo Van Gogh, massacrato la scorsa settimana dagli islamofascsti, che denunciava le violenze, le umiliazioni, la repressione a tutti i livelli della donna nel mondo islamico.



Sempre il Griso ha fornito, in questo e questo post, i link a "Submission" (niente panico, è in Inglese, non in Olandese) e a "06-05", il documentario girato da Van Gogh sull'assassinio del leader politico Pim Fortuyn, ucciso appunto il 6 Maggio del 2002.



Come dice il Griso,
Guardatelo (dura 11 minuti e, a parte la preghiera iniziale e finale in arabo, è in inglese coi sottotitoli in olandese) e diffondetelo: è uno dei mezzi che abbiamo a disposizione per non darla vinta ai fascisti.



Almeno, per me chi va in giro ad ammazzare chi non la pensa come lui è un fascista. Punto. O qualcuno ha una definizione migliore?
No, personalmente trovo che questa sia perfetta.



lunedì 8 novembre 2004

Van Gogh, Eurabia e 'multiculturalismo'

Segnalo, un po' in ritardo, un ottimo editoriale di Magdi Allam sul Corriere della Sera:
SE L’ODIO CONTAGIA L’EUROPA

Lo sgozzamento di Theo Van Gogh, un atroce rituale del terrorismo islamico perpetrato da un giovane olandese di origine marocchina nel centro di Amsterdam, ha probabilmente inferto il colpo mortale all’idea e all’utopia del multiculturalismo in Europa. Anche se ha avuto molto meno risonanza della strage di Madrid dello scorso 11 marzo, gli effetti del barbaro assassinio di Van Gogh potrebbero rivelarsi ben più gravi e incisivi sul futuro della convivenza tra gli autoctoni e le minoranze etnico-confessionali del Vecchio continente.

Perché ormai costringe l’insieme dell’Occidente a interrogarsi e a dare delle risposte convincenti alla propria crisi d’identità che si afferma in modo speculare e simmetrico a quella che da oltre un trentennio attanaglia il mondo islamico. Una crisi che esplode all’indomani del crollo del Muro di Berlino nel 1989.
La dissoluzione della controparte (l’impero comunista) che legittimava una certa identità impone all’Occidente di guardarsi allo specchio, di riscoprire i suoi valori profondi al di là del contesto dello stato dell’emergenza della Guerra fredda protrattasi per mezzo secolo.

Sul fronte opposto, l’offensiva della rivoluzione democratica che ha investito l’Europa orientale e altre parti del mondo è stata recepita come un’aggressione a un’identità islamica in balia di teocrazie e di autocrazie traballanti.

Un'identità islamica che a partire dal 1967, la sconfitta degli eserciti arabi e il crollo dell'utopia panaraba, era riuscita a produrre la crescita dell'integralismo e l'involuzione della mentalità e dei costumi. In questo contesto il terrorismo islamico privatizzato e globalizzato da Osama bin Laden ha finito per rappresentare la deriva più deleteria e disumana.

Eppure questa identità islamica radicale, così fortemente e violentemente contrapposta ai valori fondanti e comuni della civiltà occidentale, riesce a far breccia tra taluni giovani musulmani residenti o addirittura nati in Europa, di fatto cittadini europei.

Non è un caso che il colpo di grazia al multiculturalismo provenga dall'estremismo e dal terrorismo islamico. Perché l'ideale della coesistenza tra diversi non può reggere se qualcuno immagina se stesso come l'incarnazione del Bene e si auto-attribuisce il dovere etico e messianico di sconfiggere con tutti i mezzi il Male. Ed è appunto questo il caso degli estremisti e dei terroristi islamici che sono pregiudizialmente contrari alla coesistenza con i "miscredenti" e gli "apostati", mentre tendono a considerarsi come una "comunità di fedeli" a sé stante, uno Stato teocratico in nuce all'interno dello Stato di diritto. Che si avvale e sfrutta la democrazia e le garanzie costituzionali dello Stato di diritto per affermare il proprio potere oscurantista e violento tra le comunità musulmane in Europa.

Come da copione, anche il giovane terrorista islamico che ha sgozzato van Gogh ad Amsterdam, emulando le gesta di Al Zarqawi in Iraq, è il prodotto di un processo di indottrinamento e arruolamento che ha al suo centro una moschea integralista che si ispira all'ideologia wahabita predominante in Arabia Saudita. Questo efferato crimine dimostra come se anche non tutte le moschee sono integraliste, estremiste o terroriste, tutti gli integralisti, gli estremisti e i terroristi sono diventati tali in una moschea.

C'è un nesso evidente tra una certa predicazione che inneggia alla Guerra santa e esalta i kamikaze, la "conversione" all'estremismo islamico dei fedeli, l'adozione della fede nel "martirio" e l'attuazione dell'attentato terroristico. E purtroppo è assai labile e imprevedibile la distanza che separa lo stadio della libertà di espressione e di associazione, tutelati dallo Stato di diritto, dal compimento del crimine vero e proprio.

La crisi del multiculturalismo dovrebbe insegnarci che solo un Occidente con una forte identità, sul piano ideale, religioso e culturale, può confrontarsi e aprirsi in modo costruttivo e pacifico con gli "altri". E che il traguardo deve essere un sistema di valori condiviso all'interno di una comune identità.