Si è dimesso il premier filo-siriano del Libano. L'annuncio è stato dato da Omar Karami in persona, che aveva appena iniziato il suo intervento di fronte al Parlamento riunito per il dibattito sulla mozione di sfiducia.
Incalzato dalle opposizioni e dalle quotidiane manifestazioni di piazza seguite all'omicidio dell'ex premier Rafik Hariri, il capo del governo ha rassegnato le proprie dimissioni e del suo governo accusato di essere complice della Siria nella strage del 14 febbraio a Beirut. «Per la preoccupazione che il governo non diventi un ostacolo per bene del paese, annuncio le dimissioni del governo che ho l'onore di guidare. Possa Dio proteggere il Libano», ha detto Karami durante l'accesa seduta parlamentare.
La notizia ha provocato scene di giubilo tra i parlamentari dell'opposizione ed è stata accolta da una vera e propria ovazione tra i manifestanti riuniti da ormai 24 ore nella vicina Piazza dei Martiri, in aperta sfida al divieto del governo.
(continua)
lunedì 28 febbraio 2005
Libano, il premier Karami si dimette
Dal Corriere della Sera:
Beirut, 20mila in piazza contro la Siria
Dal Corriere della Sera:
Ancora una volta a mancare - peggio: a sventolare da tutt'altra parte - è la bandiera arcobaleno. Chissà perché.
Almeno 20 mila persone sono scese in piazza dei Martiri lunedì mattina a Beirut per protestare contro l'occupazione militare siriana in Libano, nel giorno in cui il Parlamento apre la discussione sull'attentato che è costata la vita all'ex premier Hariri e ad altre venti persone lo scorso 14 febbraio.Dopo gli ucraini, ora è la volta dei libanesi: tante sciarpe, tante bandiere, tanti colori diversi, ma tutti idealmente insieme per la libertà e la democrazia.
Il Parlamento libanese si è infatti riunito in seduta straordinaria per votare una mozione di sfiducia nei confronti del governo di Omar Karami, presentata dall'opposizione.
I deputati dell'opposizione portano sciarpe bianche e rosse, i colori della bandiera libanese.
(continua)
Ancora una volta a mancare - peggio: a sventolare da tutt'altra parte - è la bandiera arcobaleno. Chissà perché.
Irak, nuova eroica azione della resistenza
La valorosa "resistenza" di Lilli Gruber, di Gianni Vattimo, di Diliberto, di Pecoraro Scanio, del Manifesto e dei blog antropologicamente superiori ha portato a termine un'altra eroica operazione di martirio contro una folla di indifesi civili iracheni, forse in quanto colpevoli, come gli occidentali, di occupare il sacro suolo dell'Irak.
Dal Corriere della Sera:
Dal Corriere della Sera:
Strage in Iraq, la più sanguinosa dalla caduta del regime di Saddam: oltre cento civili sono rimasti uccisi da un'autobomba esplosa lunedì mattina a Hilla (100 km a sud di Bagdad) tra una folla di iracheni. Obiettivo principale un centro medico dove la gente era in coda per ottenere un visto sanitario da utilizzare per trovare lavoro.Complimenti ai valorosi partigiani iracheni, e complimenti a chi in Italia continua a sostenerli e/o a chiedere il ritiro delle truppe straniere (che poi in pratica è la stessa cosa, al di là dei sottili e fumosi distinguo prodinottiani).
Vicino al luogo dell'attentato si trova anche un affollato mercato. Il bilancio dell'attentato è salito ad almeno 110 morti. Lo riferisce un pompiere che ha partecipato alle operazioni di soccorso e che conferma la pista dell’azione kamikaze. «Abbiamo trovato le mani dell’attentatore suicida attaccate al volante dell’automobile saltata in aria, e una copia del Corano sul sedile della vettura», ha detto il vigile del fuoco.
(continua)
A volte ritornano
Negli ultimi giorni Israele ha reso nota la decisione di liberare alcune centinaia di palestinesi accusati di reati "minori" connessi alla cosiddetta "seconda Intifada" palestinese - in pratica una vera e propria guerra a suon di attentati suicidi contro civili israeliani inermi - come gesto di buona volontà nei confronti della nuova dirigenza dell'ANP e in considerazione dei passi avanti (sia pure, per ora, più formali che sostanziali) fatti dal processo di pace.
Questo, a giudicare da questa notizia, potrebbe rivelarsi un errore, o quantomeno un gesto prematuro:
Questo, a giudicare da questa notizia, potrebbe rivelarsi un errore, o quantomeno un gesto prematuro:
Freed prisoner killed on terror mission
A former security prisoner released in January 2004 in the deal struck with Hizbullah to secure the return of the bodies of three soldiers and businessman Elhanan Tannenbaum was one of two gunmen shot and killed by soldiers last Tuesday night while attempting an attack at Har Bracha, The Jerusalem Post has learned.
Atsem Mansour, 29, a Fatah Tanzim member from the Balata refugee camp was imprisoned in Israel between October 2001 and January 2004 for his involvement in terrorism. He was one of 462 security prisoners released in exchange for Tannenbaum and the bodies of Staff-Sgts. Benny Avraham, Adi Avitan and Omar Sawayid.
Details were revealed as preparations got under way for the release of 500 security prisoners who will be freed Monday morning at five West Bank checkpoints and at the Erez crossing in the Gaza Strip as a gesture to Palestinian Authority Chairman Mahmoud Abbas.
All the prisoners will be gathered at the Ketziot Prison and bused to the Salem and Jalame crossings in Samaria, the entry point near Be'erotayim not far from Tulkarm, Tarkumiya near Hebron and Beituniya near Ramallah. Those headed for the Gaza Strip will be bused to the Erez crossing and released.
While Israel initially agreed to release 900 security detainees, only the names of the 500 have been published on the Prisons Service Web site and examined by Justice Ministry officials. Security officials said the remaining 400 have yet to be approved, nor has a time for their release been decided.
The security establishment's most current statistics relate to the May 1985 "Jibril deal" in which more than 1,000 prisoners were released: Of the 238 of them released to the West Bank and Gaza, 48 percent, or 114, resumed their terrorist activities.
(continua)
sabato 26 febbraio 2005
Effetto domino in Egitto
Almeno in prospettiva - e comunque, naturalmente, la guerra in Irak è stata inutile e sbagliata, e poi non c'era l'O.K. dell'ONU e della Francia, e Prodi è tuttora fieramente contrario, e dieci imbecilli dal template nero su dieci ci ricordano che anche in Vietnam si erano tenute "libere elezioni", etc. etc...
Certo, si tratta solo di un primo passo formale; certo, bisognerà vedere come potranno muoversi realmente i candidati; certo, esiste il pericolo (qui sì, a differenza che in Irak) di elezioni-farsa: ma è pur sempre un primo passo nella giusta direzione - e poi la libertà è strana: ne concedi un dito, tanto per dare un contentino, e va a finire che le persone si prendono tutto il braccio...
Mubarak orders direct presidential elections in Egypt(continua)
CAIRO (AFP) - President Hosni Mubarak said he had told parliament to amend Egypt's constitution to allow direct presidential elections in which anyone can stand and all citizens can vote by secret ballot.
The announcement, welcomed by the opposition as a first step, comes amid US pressure on Egypt to accelerate democratic reform and follows months of unprecedented protests in which demonstrators have denounced the likelihood of Mubarak being elected to a fifth six-year term.
In a televised speech, Mubarak hailed what he called an historic move signalling a new era of political reform. He said he had asked the constitution to be amended before May in time for the next presidential election.
"I took this initiative to open a new era of reform," said the 76-year-old Mubarak who has ruled Egypt since his predecessor Anwar Sadat was assassinated in 1981. Under the current system, parliament elects a single candidate for the presidency by a two-thirds majority, whose name is then put to a referendum.
The move would "for the first time in Egyptian history, allow everyone who is able and willing to serve the fatherland ... to present their candidacy for direct election as president of the republic."
Certo, si tratta solo di un primo passo formale; certo, bisognerà vedere come potranno muoversi realmente i candidati; certo, esiste il pericolo (qui sì, a differenza che in Irak) di elezioni-farsa: ma è pur sempre un primo passo nella giusta direzione - e poi la libertà è strana: ne concedi un dito, tanto per dare un contentino, e va a finire che le persone si prendono tutto il braccio...
venerdì 25 febbraio 2005
Più che una mortadella, un salame
Niente di strano, quindi, che qualcuno abbia pensato di dedicargli cotanto blog (segnalato da 1972).
Luca Coscioni devi morire
E' il titolo di questo post di Liber.t@, che sottoscrivo parola per parola.
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