giovedì 8 luglio 2004

Irak, materiale nucleare trasferito negli USA


Dal Corriere della Sera:
Il premier iracheno Allawi ha dichiarato che 1,7 tonnellate di sostanze nucleari, in grado di produrre una bomba atomica "sporca", sarebbero state trasferite negli Usa da due agenzie americane per evitare che cadessero nelle mani della guerriglia irachena.
Materiale nucleare? In Irak?



mercoledì 7 luglio 2004

Regione Campania: 'le scuole possono chiudere per il Ramadan'


Davanti a notizie così, viene da pensare che la battaglia ormai è già quasi completamente persa: l'Italia e l'Europa rischiano di allontanarsi sempre di più dal modello dello Stato di diritto laico, liberale e democratico, e di tradire gli ideali di libertà e uguaglianza tanto pomposamente strombazzati nel preambolo della cosiddetta "costituzione" europea.



Personalmente ero e resto contrario all'inserimento, in quel documento, di un esplicito richiamo alle "radici cristiane": sono convinto che l'ingresso della Turchia nell'Unione sia un obiettivo prioritario, di interesse assolutamente strategico - anche e soprattutto per il messaggio che invierebbe ai Paesi della Riva Sud del Mediterraneo - e un preambolo troppo "orientato" avrebbe potuto costituire un ostacolo nel processo di avvicinamento e, spero, di futura integrazione della Turchia nella UE.



Detto questo, sono ancora più contrariato però quando vedo calpestare quelle stesse radici (che di fatto sono le radici della cultura "occidentale" tout court, fanno parte della nostra cultura di tutti i giorni: anche un ateo anticlericale come me si sente immerso in questa cultura, anch'io rispetto a certe cose "non posso non dirmi cristiano", insomma) da parte di gente che si è fatta ammaliare dalle sirene (pericolose quanto e più di quelle di Ulisse) del relativismo culturale.



Riporto di seguito un commento di Paolo Macry, pubblicato sul Corriere della Sera:
Il passo sbagliato

di Paolo Macry



Più o meno, la cosa è andata così. Che mentre dalla Casa Bianca partiva l’ordine di esportare la democrazia in Medio Oriente e, quasi all’unanimità, l’Assemblea nazionale francese votava il divieto per gli studenti di ostentare i propri simboli religiosi, a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, veniva deciso che le scuole potranno interrompere le lezioni in occasione del Ramadan e del Capodanno cinese. Un provvedimento che, volendo dar modo alle minoranze di osservare i propri culti, tradisce molti buoni sentimenti ma anche una certa dose di leggerezza politica. Intendiamoci, non saranno due giorni di studio in meno a compromettere più di quanto non sia l’istruzione campana, con il suo deficit di aule, gli alti tassi di evasione, eccetera. E del resto, più pragmatici dell’assessore Adriana Buffardi, sembra che i presidi si siano ben guardati, per ora, dall’attuarne il suggerimento multiculturalista.



Ma intanto, ancora una volta, il ceto dirigente meridionale si avventura sul terreno minato di un’autorappresentazione corriva del Sud come laboratorio della convivenza fra comunità e fra etnie. Idea generosa se non fosse peregrina. Mentre agli scolari cinesi e musulmani viene offerto un simbolo di parità, le loro famiglie costituiscono i gruppi di lavoro nero più sfruttati dell’hinterland napoletano e le loro abitazioni sono peggio dell’inferno di Coketown. Per non dire dei neonati extracomunitari che vengono esposti sui marciapiedi cittadini, in attesa di qualche centesimo, senza che gli amministratori pubblici facciano una piega. Ma questa, si dirà, è la terra del pensiero meridiano, della bella lentezza tollerante, di un’antropologia che si vorrebbe arricchita grazie allo storico incrocio fra le culture poste sulle sponde europee ed africane del Mediterraneo, il luogo di una tipica compenetrazione e comprensione anche tra condizioni diverse. Un quadro sfocato, oleografico. Soltanto nella Napoli meridiana può capitare che un gip rimetta in libertà ventotto sospetti terroristi islamici (facendo infuriare il sottosegretario Mantovano), dopo aver ragionato in modo sottile sul significato culturale e non guerresco della loro voglia di jihad. E che anche una Regione usualmente sobria, con la proposta di qualche festività esotica, ceda alla tentazione di ostentare il solito surplus di tolleranza sudista. Quasi che, essendo ai confini di questo tormentato Occidente, il Mezzogiorno non avvertisse la necessità di fare sempre più, della scuola, il luogo di acculturazione all’idea dello Stato laico e di esercizio dell’identità nazionale ed europea. Invitando anche gli studenti delle minoranze islamiche e cinesi a votare liberamente il plebiscito dell’appartenenza, come diceva Renan.



Questioni marginali? Dopo tutto, che la vicenda francese del velo proibito abbia attirato su Chirac le minacce di Al Qaeda, non è esattamente un dettaglio. Piaccia o meno, il tema del rapporto fra culture - e con questo s’intende un campo di forze che oggi comprende cristianesimo, islam ed ebraismo - è diventato il cuore non soltanto della politica internazionale ma delle stesse ansie quotidiane degli europei. Fino a un paio di decenni orsono, simili questioni tenevano banco negli Stati Uniti, incendiando i liberal dell’Est Coast, la borghesia nera, gli omosessuali, le donne e magari qualche accademico in cerca di una cattedra alla Columbia. A quei tempi, settentrionali o mediterranei, sarebbe stato difficile negare il valore innovativo di un percorso intellettuale che, da Nathan Glazer a Edward Said, rivendicava le identità specifiche delle minoranze. In seguito, tuttavia, sono apparsi con chiarezza anche gli effetti collaterali della lezione multiculturalista, il proliferare dei confini, la spaccatura delle nazioni, la legittimazione di comunitarismi feroci. E l’etnicità s’è mischiata alla politica dei gruppi senza Stato, come i musulmani kosovari, o delle grandi potenze, come la Russia del genocidio ceceno. Fino a richiamare le insidiose teorie della Kulturnation. Sicché, se un quarto di secolo fa eravamo tutti relativisti, oggi sono numerosi coloro che avvertono piuttosto il vuoto lasciato da un’identitè europea storicamente superba, aggressiva, arrogante e ormai nevrotica, paranoide, psicologicamente abulica. E certo non risolverà simili umori, anzi rischia di prepararne una deriva xenofoba, l’ingenua uscita di sicurezza del multiculturalismo applicato al calendario scolastico.


martedì 6 luglio 2004

Gente Di Un Certo Livello


Non è vero che i soldi non danno la felicità: questo è solo quello che, puntualmente, sostengono i ricchi - decisamente una fonte sospetta.



Quello che non si può assolutamente comprare, invece, è la classe: leggere per credere.



Presidenziali USA, Kerry sceglie Edwards come vice


Il candidato democratico alla Casa Bianca John Kerry ha scelto John Edwards come suo vice-presidente. Lo hanno anticipato i maggiori media americani e la notizia è stata confermata da Kerry stesso con una email inviata al milione di navigatori che si era registratato al suo sito. Edwards ha formalmente accettato la candidatura.
continua sul Corriere della Sera.



Nuovo link


Un altro blog "moralmente inferiore": Managerlandia.



Buona lettura :-)



lunedì 5 luglio 2004

La Cina mette sotto controllo gli SMS


Nuova stretta repressiva del regime comunista di Pechino:
PECHINO - Ogni sms spedito da un telefonino cinese sarà controllato e il suo contenuto verrà filtrato per capire se ci sono elementi pornografici o fraudolenti. Ma il vero obiettivo di questa azione decisa dal governo cinese potrebbe essere individuare i dissidenti politici. E' "Reporters sans frontière" a denunciare l'ulteriore passo avanti compiuto dal governo di Pechino nel controllo della comunicazione elettronica. Il programma di monitoraggio degli sms secondo "Reporters sans frontière" sarebbe già partito e costituirebbe un controllo completo, in tempo reale, di tutto ciò che passa sui display dei cellulari cinesi, riguardando i quasi 300 miliardi di SMS spediti ogni anno.



"TUTELARE I CITTADINI DA IDEE SBAGLIATE" - L'obiettivo dichiarato dal governo è la tutela dei cittadini da "idee sbagliate" . Nel mirino delle autorità sono finiti i contenuti osceni, pornografici e violenti. Ma il timore è che il vero scopo dell'iniziativa sia rintracciare, schedare e colpire tutti i cittadini che hanno idee reazionarie e lontane dalle linee di comportamento stabilite dal governo.



ALLARME AUTOMATICO PER LA POLIZIA - Il sistema di controllo, messo a punto dall'Accademia delle scienze cinese, è elaborato per scovare parole chiave inserite nelle liste stilate dal governo che potrebbero individuare contenuti sovversivi e proibiti. Secondo "Reporters sans frontière" il sistema è stato studiato dalla Venus Info Tech e sarebbe in grado non solo di individuare i contenuti sospetti, ma anche di conservare tutti i messaggi spediti da numeri che sono considerati pericolosi. La presenza nei messaggi di parole chiave sospette può far scattare un allarme automatico alla polizia.
Che dite, vedremo adesso Vattimo, Pecoraro Scanio, Di Pietro, Occhetto, Salvi, Bertinotti e gli altri "moralmente superiori" organizzare delle manifestazioni "contro la dittatura" in Cina e "per la libertà e la democrazia"? Personalmente ho dei (neanche tanto vaghi) dubbi.



Fonte: Corriere della Sera.



L'Unita': 'please bomb here'


Dall'agenzia ADN Kronos:
"La manovra presentata da Berlusconi evita l'early warning all'Italia". Alla fine dell'eurogruppo il ministro delle Finanze francese Nicolas Sarkozy da' il primo disco verde alle misure anti deficit presentate dal premier e ministro dell'Economia ad interim Silvio Berlusconi a Bruxelles.
Il presidente di turno del Consiglio, Gerrit Zalm:
"L'Italia si era impegnata a maggio e oggi ha presentato un pacchetto di 7,5 mld - dice Zalm - composto da 5,5 mld di tagli alle spese e misure fiscali piu' 2 mld di una tantum". Zalm ha precisato che la discussione relativa alla validita' della manovra verra' effettuata "oggi dall'Ecofin, ma il primo ministro, Silvio Berlusconi si e' impegnato a far attuare queste misure". Poi, ha fatto notare che l'accorpamento delle due cariche, quella di premier e di ministro delle Finanze ad interim "nella stessa persona, e' una forte combinazione".
Tutto questo è una buona notizia per l'Italia, ma una pessima notizia per i soliti antiberlusconiani di casa nostra, che infatti masticano amaro: ecco quindi che l'Unità cerca di sminuire lo "scampato pericolo" e "rassicura" (sic) i suoi lettori: "Rinviato a ottobre l'avvertimento europeo per i conti dell'Italia".



Rinviato a ottobre? Ma da chi? Come? Perché? Nessuno stamattina ha parlato di avvertimento rinviato a ottobre, rileggete le dichiarazioni di Sarkozy e di Zalm qui sopra; eppure, per l'Unità l'avvertimento all'Italia "deve" esserci a qualunque costo, se non subito "almeno" a ottobre.



Pare di vedere quegli iraniani che, durante i bombardamenti americani sull'Irak, stendevano sui tetti delle loro case delle lenzuola con su scritto "PLEASE BOMB HERE", per favore bombardate (anche) qui.



Non ho parole.