sabato 6 settembre 2003

Sono sempre i migliori che se ne vanno


Oggi Klamm (o meglio, "metà" Klamm) si sposa. Come si dice: è proprio vero, sono sempre i migliori ad andarsene per primi ;-)



Gli faccio i miei auguri (e auguri anche all'altra metà di Klamm, e alla dolce metà delle due metà di Klamm - ma che cacchio scrivo?), augurandomi nel contempo che il suo blog prosegua comunque (magari mandato avanti dalla volenterosa metà di Klamm che si era anche offerta di celebrare un matrimonio di rito klammico - ignoro i dettagli, ma immagino sia più divertente del matrimonio di rito cattolico).



venerdì 5 settembre 2003

Per l'Unita' certi giorni il Corriere e' buono, certi giorni e' di regime


Un paio di post più in basso rilevavo che forse i pericoli per la libertà di stampa ipotizzati dall'Unità e da certa sinistra rococò in occasione del passaggio di consegne al Corriere (da De Bortoli a Folli) erano alquanto infondati, oppure espressi in malafede.



Oggi la sinistra rococò inneggia al Corriere - in giro per la Rete si possono leggere commenti del tipo "il Corriere dichiara guerra a Berlusconi" e "l'atomica sganciata dal Corriere su Berlusconi" - ma solo poche ore fa il direttore dell'Unità definiva due articoli critici sulla sinistra apparsi sul Corriere come "atti di regime, risposte vigliacche agli ordini del Cavaliere, editti di fede ansiosa e militante".



È questo il metro usato dall'Unità e dalla sinistra massimalista-girotondista per valutare la stampa italiana? Se un quotidiano scrive cose che piacciono al direttore dell'Unità allora quel quotidiano è libero, indipendente, democratico, progressista e chi più ne ha più ne metta, se poi l'indomani quello stesso quotidiano scrive qualcosa che rattrista l'ineffabile timoniere del quotidiano dei resistenti allora diventa un fogliaccio di regime, un covo di infami lacché, di vili pennivendoli venduti al sistema, di camerieri del Berluska?



A questo proposito riporto un commento apparso sul Riformista del 4 Settembre, che sottoscrivo pienamente:
Un po' di civiltà nel dibattito pubblico italiano non guasterebbe.



Se uno ce l'ha con Bondi (e di questi tempi ha pure ragione) non deve mica decimare chi non si arruola nelle brigate anti-Bondi.



Questa è davvero una logica da guerra civile. La guerra civile non c'è finché anche chi non è in uniforme conserva il diritto di andare a spasso con le proprie idee.



Proprio chi chiede ogni giorno civiltà all'avversario politico non può poi iscrivere due commentatori del Corriere, Angelo Panebianco e Galli Della Loggia, tra i camerieri di Porto Rotondo.



Lo ha fatto ieri il direttore dell'Unità, secondo il quale due articoli critici sulla sinistra sono atti di regime, risposte vigliacche agli ordini del Cavaliere, editti di fede ansiosa e militante.



Se è così che ragiona, la sinistra non merita di vincere.


[Tech] Sun e RealNetworks porteranno RealOne media player su Mad Hatter (Linux)


Mad Hatter è un ambiente desktop basato su Linux sviluppato da Sun Microsystems e proposto come alternativa al software Microsoft.



L'accordo con RealNetworks permetterà a Sun di offrire agli utenti di Mad Hatter un client audio e video industry-standard di elevata qualità; l'intero ambiente Mad Hatter viene proposto come una alternativa a Microsoft caratterizzata da elevate prestazioni e bassi prezzi:
Richard Green, vice president of development tools at Sun, said that companies looking to upgrade from older version of Windows were looking for cheaper operating systems and that Mad Hatter would appeal to them because of its lower cost.



"It will cost an order of magnitude less," Green told Reuters on the sidelines of a Sun developer conference in Seattle.
Lo scorso anno RealNetwork ha lanciato una iniziativa, volta a fare concorrenza all'eterno rivale Microsoft nel mercato dello streaming audio video, che prevede l'offerta del suo software RealOne sotto varie piattaforme, Linux compreso.



Fonte: Reuters.



E questo Corriere sarebbe un feudo Berlusconiano?


All'epoca del cambio di direzione al Corriere della Sera la solita sinistra massimalista-girotondista gridò al regime e denunciò l'ennesimo passo in direzione della soppressione del pluralismo e della libertà di stampa (titolo dell'Unità: "Si sono presi anche il Corriere"): a giudicare dall'editoriale di oggi di Francesco Merlo sulle ultime esternazioni di Berlusconi direi che quei timori erano quantomeno infondati - oppure espressi in malafede (la seconda che ho detto?).



[Tech] La RIAA offre una amnistia ai 'pentiti' del file sharing


Entro pochi giorni la RIAA (Recording Industry Association of America) dovrebbe formalizzare una offerta di "amnistia" per coloro che si impegneranno a cancellare dai propri PC i file musicali scaricati da Internet attraverso i vari sistemi di file-sharing e prometteranno di "non peccare più" in futuro.



L'offerta non sarà però estesa alle oltre 1.600 persone che sono già state colpite da provvedimenti legali per violazione del copyright.



Non mi sembra un granché, come provvedimento: ricorda un po' gli italici condoni fiscali, e come i condoni fiscali mi sembra più che altro una ammissione di debolezza - dubito che ci sarà una adesione di massa da parte dei netsurfer.



Fonte: Yahoo! News.



[Tech] Debra Bowen sulla strana accoppiata Microsoft-spammers e sugli RFID tags


La senatrice californiana Debra Bowen, intervistata da C|Net, parla dello strano (?) atteggiamento di Microsoft nei confronti delle ipotesi di legislazione anti-spam e della potenziale minaccia alla privacy rappresentata da un uso troppo disinvolto della tecnologia degli RFID (Radio Frequency ID) tag.



Ecco un paio di estratti:
The Redondo Beach state senator thinks Microsoft has a bad attitude when it comes to spam.



As a California legislator for the past 10 years, Bowen has drafted and introduced bills intended to tie spammers' hands and better protect consumers' privacy. But more recently, she has criticized Microsoft for lobbying against certain spam bills, including one she championed.



Bowen has gone so far as to say "trusting Microsoft to protect computer users from spam is like putting telemarketers in charge of the do-not-call list."



(...)



Q: You've harshly criticized Microsoft for lobbying against certain spam bills, including yours. Do you think your rhetoric is appropriate?

A: I do. I believe it's an accurate assessment of how Microsoft has acted on the issue of spam, which is basically to talk out of both sides of its mouth. If you read The Wall Street Journal, you'll find Bill Gates advocating a system of self-regulation in which Microsoft becomes, effectively, the post office for spam and collects the equivalent of a postage stamp for each piece of spam delivered.



Of course, that would also give them the ability to charge their Internet or software customers for the ability to block spam. So Microsoft has talked openly about wanting to license spammers or wanting to create a postage-stamp concept.



Q: What's wrong with that?

A: I believe we are making this far too complicated. If Microsoft was against spam, it would have supported a bill like Senate Bill 12 that requires permission before unsolicited commercial e-mail gets delivered into someone's mailbox.



Instead, they danced around with all this stuff about how only scammers are spammers and how, if they've been paid the postage stamp, that it's somehow no longer spam.
E ancora, sulla tecnologia RFID:
Q: You held a hearing last month about RFID. What worries you about the technology?

A: Well, the concern is not the technology itself, which is neutral. It is what happens if the tag gets attached to the identity of the purchaser through, for example, payment by credit card. Then you suddenly have a tag that has also recorded the identity of the purchaser and, as we heard at the hearing, you could have a situation in which you have a scanner or antenna in a doorway.



If a tag was embedded in a pair of sneakers, the sneakers could provide a link to identify the shoes' owner when she walks through the doorway. So it is the loss of privacy that is the concern with RFID tagging.




Link: testo integrale dell'intervista su News.com.



giovedì 4 settembre 2003

Il caso Sofri diventa oggetto di voto al Parlamento Europeo


L'europarlamento approva due risoluzioni in cui si condannano le detenzioni prolungate e "la concentrazione del potere mediatico".



Da Il Nuovo:
Nel primo caso c’è stato un sì quasi plebiscitario (409 voti a favore e solo 52 contrari) a un emendamento presentato da radicali e Verdi che prende spunto dal graduale deterioramento della condizione dei detenuti in alcuni paesi europei per chiedere che venga "maggiormente monitorata e considerata dalle autorità nazionali competenti l'effettiva legittimità del protrarsi della detenzione dei detenuti il cui vissuto carcerario e la cui attività civile e sociale, successiva al compimento dei reati loro ascritti dimostrino compiuta la funzione della detenzione quale strumento di recupero e di positiva reintegrazione sociale"'.



E che ci si riferisca anche al leader di Lotta Continua in carcere a Pisa da anni diventa esplicito quando il testo definisce "particolarmente eloquente" il suo caso, e quando ricorda che esso "è stato ed è riconosciuto da massime autorità dello Stato, dalla maggioranza assoluta dei parlamentari e dai più autorevoli organi di stampa di opposte tendenze, nonché da ambienti e personalità autorevoli a livello europeo".



In realtà il voto di Strasburgo sul problema carcerario rappresenta solo un invito ai governi, ma i promotori hanno già preannunciato che intendono utilizzarlo per fare pressioni, soprattutto sul presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi e sul ministro della giustizia Roberto Castelli, affinché sia concessa la grazia a Sofri.
Bene, io intanto continuo a spedire la letterina - hai visto mai?