domenica 1 giugno 2003

C. B.



Sto rileggendo Bukowski (tranne "Pulp", che aborro).



Ho sempre pensato che i libri del vecchio Hank andrebbero inseriti nei programmi della scuola dell'obbligo - sono sicuro che contribuirebbero a formare più esseri umani e meno zombie.



venerdì 30 maggio 2003

La Repubblica e il giornalismo anglosassone: pochi punti di contatto



Tutti i principali quotidiani cartacei stamane recavano in prima pagina almeno un titolo sul "lodo Maccanico" e sul nuovo scontro frontale fra governo e opposizione di sinistra.



Tutti tranne Repubblica, che parlava invece di "lodo Berlusconi": vediamo perchè.



La proposta Maccanico - elaborata, per l'appunto, da un esponente non di secondo piano dello schieramento ulivista - prevede il sostanziale congelamento (non la cancellazione) dei processi a carico delle prime cinque cariche dello Stato (quindi anche del Presidente del Consiglio) per tutta la durata del loro mandato.



Si tratta di una proposta formulata già da tempo, e tornata ora d'attualità.



Praticamente in tutti i principali Paesi europei esistono norme simili, tese a garantire le alte cariche istituzionali da indebite pressioni esterne; inoltre, in praticamente tutti i Paesi europei (tranne che da noi) sono previste forme più o meno ampie di immunità parlamentare - e se la cosa contraddice le tesi propagandistiche di Fassino e Rutelli sulla "feroce voglia di impunità" del centro-destra, pazienza.



Convertire in legge il lodo Maccanico avrebbe quindi il triplice effetto di:

  • raffreddare il clima da guerra civile politico-giudiziaria che inquina i rapporti fra governo e opposizione;
  • permettere al Presidente del Consiglio di affrontare il semestre di presidenza italiana della UE senza il timore di vedersi rifilare sul più bello (del tutto casualmente, si capisce...) un avviso di garanzia e/o una sentenza di condanna;
  • avvicinare, per dirla con le parole usate così spesso dai leader dell'Ulivo, l'Italia all'Europa (ehm, sì... vabbè...)


Tutte cose buone e giuste, tranne che per un piccolo particolare: il Presidente del Consiglio attualmente in carica risponde al nome di Silvio Berlusconi.



Con chiunque altro a capo del governo la sinistra non avrebbe avuto niente da ridire contro una proposta di semplice buonsenso come questa, avanzata per giunta da un suo stesso esponente; oggi però a capo del governo non c'è "chiunque altro", ma l'infame Berluska in persona, e quindi la proposta in questione diventa automaticamente subdola, disonesta e inaccettabile.



Talmente inaccettabile, in quanto facente il gioco del Nemico, che a Repubblica evidentemente hanno deciso che una proposta simile non poteva (più) portare il nome di un esponente del centro-sinistra: ecco quindi che il "lodo Maccanico" diventa "lodo Berlusconi", sì che tutti i republicones all'ascolto capiscano e si adeguino: "non è farina del nostro sacco, è una delle solite indegne trovate di quei gangster del Polo..."



Davvero niente male, come esempio di ristrutturazione creativa della realtà - peccato che il giornalismo sia un'altra cosa...



giovedì 29 maggio 2003

Luca Sofri



Stasera ho osservato con particolare attenzione Luca Sofri durante "Otto e mezzo", su La 7.



Perdibile.



Corriere della Sera



Nel corso della riunione dei soci RCS di questa sera Ferruccio De Bortoli ha confermato le sue dimissioni.



Al suo posto è stato designato direttore Stefano Folli.



Bene... Folli mi piace, mi riconosco spesso nei suoi editoriali.



martedì 27 maggio 2003

Il Grande Fratello continua a fare danni



Mai vista una simile figura di merda in televisione - e sì che parliamo della tv italiana...



Questa sera Claudia, la concorrente marchigiana del Grande Fratello 3, era ospite a "Passaparola" di Gerry Scotti, su Canale 5.



A un certo punto il gioco prevedeva dieci domande sulle capitali europee - in questo tipo di giochi, per passare alla domanda successiva senza rispondere e senza bruciare inutilmenrte il tempo a disposizione i concorrenti possono rispondere "passaparola".



Domanda: La città che ospita il Museo del Prado? (iniziale "M")

Risposta: passaparola...



D: La città col porto del Pireo? (iniziale "A")

R: passaparola...



D: Qualche anno fa Giuliano Ferrara ha condotto una trasmissione televisiva che si intitolava "Radio..."? (iniziale "L")

R: passaparola...



D: La capitale della Slovacchia? (iniziale "B")

R: passaparola...



D: Nel '68 vi fiorì la famosa "Primavera..." (iniziale "P")

R: passaparola...



D: La città che "val bene una messa"? (iniziale "P")

R: passaparola... (Aaarghhhh!!!!!)



... e così via, senza vergogna, per tutte e dieci le domande.



Risultato finale: domande poste 10, risposte date 0 (dicesi proprio zero, Maremma Cinghiala...)



Ora, secondo me una donna che non riesce neanche a rispondere a domande come queste non è una donna, è solo una femmina.



Dico io, ma come si fa? D'accordo, siamo tutti profondamente ignoranti in qualcosa - anzi in moltissime cose - ma come si fa a ignorare persino queste cose?



Mai sentito dire, magari come battuta, sull'autobus, che Parigi val bene una messa?

Mai letto, foss'anche su Gente Viaggi o - gli Dei mi perdonino - su Novella 3000 che il porto del Pireo si trova ad Atene e che il Prado sta a Madrid?

Neanche minimamente sfiorata dal sospetto che la misteriosa Radio L..., dove la L è l'iniziale di una capitale europea, possa essere Radio Londra? Anche qui, mai sentito parlare, magari dai genitori o dai nonni, dell'altra Radio Londra, quella che si ascoltava durante il Ventennio? Era davvero così difficile tentare un collegamento, o semplicemente tirare a indovinare?



Come ulteriore aggravante, questa somara dalle grandi tette ha meno di 30 anni - insomma, è nel pieno rigoglio (si fa per dire) delle sue capacità intellettive: se tanto mi dà tanto, non oso pensare cosa diventerà quando l'età avrà cominciato a erodere in maniera significativa la sua riserva di neuroni, notoriamente non rimpiazzabili.



Insomma, ogni giorno emergono nuove conferme del fatto che quest'anno il Grande Fratello ha superato se stesso quanto a bassa qualità dei concorrenti: qui poi siamo veramente alla frutta, ai casi umani in tv...



Lucciole per lanterne



Ovvero: come scambiare un banale peto elettorale per il Vento Del Cambiamento.



Premetto che non sono un elettore del centro-destra: negli ultimi anni, quando non sono rimasto a casa, ho sempre votato per i miei vecchi compagni radicali (in epoche ormai lontane sono anche stato un iscritto - e militante - del PR della Lombardia).



Non ho nessuna simpatia per Berlusconi, che non considero nè un "vero" uomo politico nè tantomeno uno statista, ma semplicemente un abile politicante dotato in egual misura della giusta dose di populismo e della giusta quantità di risorse economiche - sfortunatamente una combinazione apparentemente irresistibile, per gli italiani.



Se non sono - nè intendo diventare, se le cose restano così - un elettore di questo centro-sinistra è perchè lo considero una Armata Brancaleone senza una leadership degna di questo nome, senza uno straccio di progetto politico (al massimo riescono ad accrocchiare delle patetiche wish-list totalmente slegate dalla realtà e frutto del compromesso fra le decine di anime della coalizione), e sostanzialmente fatto ostaggio dall'ala massimalista e ultra-conservatrice dei vari Salvi, Cofferati, Moretti e compagnia cantante - e quindi perlomeno altrettanto inadeguato rispetto agli interessi e alle necessità del Paese.



Detto questo, non posso non restare stupito di fronte ai commenti che stanno accompagnando l'esito del primo turno delle amministrative.



A sentire i vari Fassino e Rutelli e i loro epigoni, pare che le truppe poliste siano state sbaragliate su tutta la linea, travolte appunto dal Vento Del Cambiamento (le maiuscole erano chiaramente avvertibili nelle interviste).



Veramente non mi risulta: a giudicare dalle percentuali in campo, direi anzi che è praticamente certo che, in sede di ballottaggio, il centro-destra riuscirà a vincere la maggior parte delle sfide ancora aperte e a portarsi a casa, come vaticinavano ieri sera alcuni esponenti della CdL, almeno 7 provincie su 12 (fino al 25 Maggio la CdL ne amministrava solo 6 su 12, cioè una di meno).



Significativo inoltre il fatto che in Gran Bretagna e Spagna, altri Paesi che come l'Italia si sono schierati a favore della guerra in Irak, i partiti di governo abbiano subito delle sconfitte più o meno nette in consultazioni elettorali analoghe (in Spagna addirittura negli stessi giorni): in Italia questo sostanzialmente non è successo, e la coalizione di governo ha buon gioco a parlare di sostanziale tenuta, se non addirittura di avanzamento.



A questo va aggiunto che a Roma, il fiore all'occhiello di queste elezioni per il centro-sinistra, per dirla con Brontolo un ex fascista è stato sconfitto da un ex democristiano appoggiato da un caravanserraglio composto da almeno 8-10 differenti partiti e partitini: non proprio un trionfo del correntone o dei cofferatiani, insomma - casomai la dimostrazione del fatto che per vincere bisogna spostarsi al centro, e non verso le "estreme".



Certo, Roma è una provincia "importante", ma a parte questa unica vittoria veramente netta resta il fatto che il centrodestra, che prima pareggiava 6 a 6, si appresta a vincere per 7 a 5 - insomma, come diceva Totò, l'operazione è riuscita, ma il paziente è morto: sarebbe questo il "significativo cambio di rotta"? Davvero qualcuno a sinistra vuole stappare lo champagne per un risultato come questo?



lunedì 26 maggio 2003

Persone in grado di cambiare il modo



Il Garante per la privacy aveva visto giusto: in almeno due occasioni degli elettori, traditi dal lampo del flash, sono stati sorpresi a immortalare la propria scheda elettorale mediante l'uso di apparecchiature fotografiche.



Probabilmente quelli che hanno usato dei cellulari dotati di fotocamera integrata sono stati molti di più: questi apparecchi sono infatti privi di flash, e quindi molto più discreti e difficili da rilevare.



Un tempo, nelle zone di mafia o di camorra per controllare che gli elettori votassero "bene" si usava il sistema delle preferenze multiple: a una determinata combinazione numerica, basata sui numeri di lista dei candidati, corrispondeva un elettore o più spesso un intero nucleo familiare.



Il referendum sulla preferenza unica aveva in parte reso più difficile la verifica del rispetto delle promesse di voto, ma ora i cellulari di terza generazione (e/o di "seconda generazione e mezzo") e le minicamere digitali stanno riproponendo pesantemente il problema, soprattutto nelle regioni del Sud.



Come recitava quel vecchio slogan pubblicitario? Persone in grado di cambiare il mondo?



Bene, evidentemente certa gente si accontenta, più modestamente, di cambiare il modo - l'importante è che la sostanza resti sempre la stessa.