Irak
In un interessante intervento sul Corriere della Sera, Condoleeza Rice (Consigliere per la Sicurezza degli Stati Uniti) illustra il punto di vista ufficale dell'amministrazione Bush sul dopo-Saddam.
Secondo quanto pubblicato dal quotidiano The Independent, intanto, il recente annuncio di Saddam circa l'accettazione da parte irachena dell'ordine di distruzione dei missili al-Samoud 2 viene considerato una pura manovra dilatoria ("Blix damns Iraq: too little, too late") - il conto alla rovescia continua, quindi.
venerdì 28 febbraio 2003
Proprietà intellettuale e leggi sul copyright
IP Justice, organizzazione con base a San Francisco attiva dallo scorso anno, dichiara di volersi battere perchè vengano rispettati allo stesso modo i diritti dei detentori del copyright e quelli dei consumatori e ha lanciato una campagna internazionale in tal senso.
"I diritti tradizionali dei consumatori - ha dichiarato la direttrice esecutiva di IP Justice, Robin Gross - sono sotto attacco dei detentori dei diritti di proprietà intellettuale che utilizzano la tecnologia per controllare le nostre esperienze nell'uso dei media digitali. Le leggi della proprietà intellettuale sono divenute così estreme che è ora spesso illegale tentar di fare una copia personale di un proprio CD musicale". "Ci sono persone - ha sottolineato Gross - che sono state denunciate e persino penalmente perseguite per aver tentato di realizzare il proprio software di lettura di un DVD. Ci sono casi pendenti in cui si tenta di proibire ai consumatori di saltare la pubblicità televisiva o censurare automaticamente termini offensivi".
Ecco i principi fondamentali di giustizia in tema di proprietà intellettuale ("Principles of IP Justice") proposti dagli organizzatori della campagna:
1) Ci riserviamo il diritto di controllare, e di mantenere il controllo, di ogni nostra esperienza individuale sulle opere frutto dell'ingegno umano oggetto di proprietà intellettuale.
2) Gli autori devono essere ricompensati per il loro lavoro.
3) Ci riserviamo il diritto di realizzare copie private di opere oggetto di proprietà intellettuale legittimamente acquisite.
4) Le tecnologie e le modalità di trattamento delle informazioni che permettono l'esercizio dei diritti dell'individuo in tema di proprietà intellettuale dovrebbero essere considerate legittime.
5) Il concetto di "copy rights" comporta anche quello di "copy responsibilities".
Qui il testo completo e commentato, in italiano.
IP Justice, organizzazione con base a San Francisco attiva dallo scorso anno, dichiara di volersi battere perchè vengano rispettati allo stesso modo i diritti dei detentori del copyright e quelli dei consumatori e ha lanciato una campagna internazionale in tal senso.
"I diritti tradizionali dei consumatori - ha dichiarato la direttrice esecutiva di IP Justice, Robin Gross - sono sotto attacco dei detentori dei diritti di proprietà intellettuale che utilizzano la tecnologia per controllare le nostre esperienze nell'uso dei media digitali. Le leggi della proprietà intellettuale sono divenute così estreme che è ora spesso illegale tentar di fare una copia personale di un proprio CD musicale". "Ci sono persone - ha sottolineato Gross - che sono state denunciate e persino penalmente perseguite per aver tentato di realizzare il proprio software di lettura di un DVD. Ci sono casi pendenti in cui si tenta di proibire ai consumatori di saltare la pubblicità televisiva o censurare automaticamente termini offensivi".
Ecco i principi fondamentali di giustizia in tema di proprietà intellettuale ("Principles of IP Justice") proposti dagli organizzatori della campagna:
1) Ci riserviamo il diritto di controllare, e di mantenere il controllo, di ogni nostra esperienza individuale sulle opere frutto dell'ingegno umano oggetto di proprietà intellettuale.
2) Gli autori devono essere ricompensati per il loro lavoro.
3) Ci riserviamo il diritto di realizzare copie private di opere oggetto di proprietà intellettuale legittimamente acquisite.
4) Le tecnologie e le modalità di trattamento delle informazioni che permettono l'esercizio dei diritti dell'individuo in tema di proprietà intellettuale dovrebbero essere considerate legittime.
5) Il concetto di "copy rights" comporta anche quello di "copy responsibilities".
Qui il testo completo e commentato, in italiano.
giovedì 27 febbraio 2003
Consigli per gli acquisti
Ho ceduto anch'io alla moda dei text ads - la versione sgarzolino-giovanilista dei vecchi programmi di scambio banner, in buona sostanza: se sono altrettanto efficaci...
Comunque, li trovate a fondo pagina, appena sopra la sezione dei links - per la serie: "emozionante... rabbrividiamo..."
Ho ceduto anch'io alla moda dei text ads - la versione sgarzolino-giovanilista dei vecchi programmi di scambio banner, in buona sostanza: se sono altrettanto efficaci...
Comunque, li trovate a fondo pagina, appena sopra la sezione dei links - per la serie: "emozionante... rabbrividiamo..."
martedì 25 febbraio 2003
Se n'è andato anche Alberto Sordi :-(
All'età di 82 anni si é spento nella sua adorata città, dopo una malattia durata alcuni mesi.
Per uno che come me ha visto i suoi film in televisione fin da bambino, Sordi rappresentava "il" romano per eccellenza, coi suoi pregi e i suoi difetti che a ben vedere erano poi i pregi e i difetti dell'italiano medio.
Oggi quell'italiano medio, il "suo" italiano medio, non c'è più, sostituito da un animale sociologico completamente nuovo - e per molti versi peggiore.
Per questo motivo, non ci potrà più essere in Italia un altro Alberto Sordi.
Qui un primo articolo sulla stampa internazionale: Adiós a un rey de la comedia, sul quotidiano El Mundo.
"M'hai provocato? E io me te magno..."
All'età di 82 anni si é spento nella sua adorata città, dopo una malattia durata alcuni mesi.
Per uno che come me ha visto i suoi film in televisione fin da bambino, Sordi rappresentava "il" romano per eccellenza, coi suoi pregi e i suoi difetti che a ben vedere erano poi i pregi e i difetti dell'italiano medio.
Oggi quell'italiano medio, il "suo" italiano medio, non c'è più, sostituito da un animale sociologico completamente nuovo - e per molti versi peggiore.
Per questo motivo, non ci potrà più essere in Italia un altro Alberto Sordi.
Qui un primo articolo sulla stampa internazionale: Adiós a un rey de la comedia, sul quotidiano El Mundo.
"M'hai provocato? E io me te magno..."lunedì 24 febbraio 2003
Criminali e incoscienti, senza "se" e senza "ma"
Secondo Casarini bloccare i treni merci e/o i treni passeggeri sulle tratte interessate dal movimento di materiale militare americano è una forma di "disobbedienza creativa".
Per quanto la cosa possa risultare incredibile (per Casarini), in realtà bloccare dei treni significa commettere tutta una serie di reati, a cominciare dal sabotaggio, passando per il danneggiamento, l'adunata sediziosa, l'interruzione di pubblico servizio, l'attentato alla sicurezza dei trasporti, e una mezza dozzina di reati o infrazioni amministrative minori.
Agnoletto dal canto suo ha dichiarato che i blocchi servono a "chiedere che il governo italiano ritiri l'autorizzazione all'uso delle ferrovie, dei porti e delle infrastrutture stradali per il trasporto delle armi. L'Italia non è in guerra".
A parte il fatto che "chiedere" qualcosa a un governo commettendo dei reati violenti e incitando altri a compierli non è esattamente la quintessenza del metodo democratico, resta il fatto che il governo sta facendo esattamente quello che stanno facendo gli altri governi europei, compresa la "pacifista" Germania: nel pieno rispetto degli accordi (NATO e bilaterali) sta concedendo all'alleato USA l'uso di basi e infrastrutture logistiche e il permesso di sorvolare il proprio territorio - tutte cose che funzionano "in automatico" e che, come ha dettagliatamente spiegato D'Alema in occasione della guerra del Kosovo, non richiedono neanche un voto parlamentare, e men che meno la dichiarazione o il riconoscimento di uno stato di guerra.
Pinocchio Agnoletto ha pure aggiunto: "Non abbiamo assolutamente provocato alcun disagio ai cittadini. I treni che fermiamo saranno solo e unicamente quelli che trasportano le armi".
A parte le considerazioni di cui sopra sulle implicazioni criminose del gesto, resta il fatto che secondo il Corriere della Sera i "disobbedienti" hanno già fermato cinque treni passeggeri.
Nel suo editoriale di domani Il Riformista segnala i pericoli, per la sinistra e non solo, di una riproposizione del vecchio gioco dell'elastico.
Per finire, cito alcuni consigli ai "disobbedienti creativi" apparsi sul sito di Indymedia:
Eh sì, effettivamente provocare una strage, per quanto "creativa", non sarebbe proprio carino... ma si sa, in quel caso la colpa sarà "oggettivamente" degli imperialisti guerrafondai e dei loro lacchè, non certo dei nostri fulgidi eroi "senza se e senza ma"...
Secondo Casarini bloccare i treni merci e/o i treni passeggeri sulle tratte interessate dal movimento di materiale militare americano è una forma di "disobbedienza creativa".
Per quanto la cosa possa risultare incredibile (per Casarini), in realtà bloccare dei treni significa commettere tutta una serie di reati, a cominciare dal sabotaggio, passando per il danneggiamento, l'adunata sediziosa, l'interruzione di pubblico servizio, l'attentato alla sicurezza dei trasporti, e una mezza dozzina di reati o infrazioni amministrative minori.
Agnoletto dal canto suo ha dichiarato che i blocchi servono a "chiedere che il governo italiano ritiri l'autorizzazione all'uso delle ferrovie, dei porti e delle infrastrutture stradali per il trasporto delle armi. L'Italia non è in guerra".
A parte il fatto che "chiedere" qualcosa a un governo commettendo dei reati violenti e incitando altri a compierli non è esattamente la quintessenza del metodo democratico, resta il fatto che il governo sta facendo esattamente quello che stanno facendo gli altri governi europei, compresa la "pacifista" Germania: nel pieno rispetto degli accordi (NATO e bilaterali) sta concedendo all'alleato USA l'uso di basi e infrastrutture logistiche e il permesso di sorvolare il proprio territorio - tutte cose che funzionano "in automatico" e che, come ha dettagliatamente spiegato D'Alema in occasione della guerra del Kosovo, non richiedono neanche un voto parlamentare, e men che meno la dichiarazione o il riconoscimento di uno stato di guerra.
Pinocchio Agnoletto ha pure aggiunto: "Non abbiamo assolutamente provocato alcun disagio ai cittadini. I treni che fermiamo saranno solo e unicamente quelli che trasportano le armi".
A parte le considerazioni di cui sopra sulle implicazioni criminose del gesto, resta il fatto che secondo il Corriere della Sera i "disobbedienti" hanno già fermato cinque treni passeggeri.
Nel suo editoriale di domani Il Riformista segnala i pericoli, per la sinistra e non solo, di una riproposizione del vecchio gioco dell'elastico.
Per finire, cito alcuni consigli ai "disobbedienti creativi" apparsi sul sito di Indymedia:
"Allora ragazzi il nonnno partigiano che consiglia di fermare i treni fuori stazione ha ragione. Il problema è che lungo la linea se i conduttori non vi vedono ci scappa il morto.
Bisogna far scattare il blocco automatico che mette a rosso il segnale.
Dovreste riuscirci collegando tra loro i due binari con del ferro. Il sistema legge la situazione come se ci fosse un treno e fa scattare il rosso. Almeno credo. Io faccio il bigliettaio. Ma sarà facile chiedere conferma a qualunque ferroviere che si interessi di Apparati Centrali."
(...)
"Ha ragione il bigliettaio..
sono un macchinista, circa 5 minuti prima del passaggio unite con un pezzo di ferro le 2 rotaie. Il treno è costretto a fermarsi al segnale rosso. Fate diversi blocchi circa ogni 1200 metri a valle del treno...
Hasta siempre"
(...)
"Un altro metodo più pericoloso, è quello di piantare un palo di metallo nel terreno, collegato con una corda metallica con un diametro di un paio di centrimetri almeno. lanciare la corda sopra i cavi del treno in modo da cortocircurtarli. ATTENZIONE quando il cavo è stato lanciato non si deve più toccare si corre il rischio di essere folgorati."
(...)
"Il 'nonnino' dà buoni consigli ma occorre stare all'occhio quando si hackerano i segnali dei semafori che c'è il rischio che ne faccian le spese i treni passeggeri.
Non sarebbe bello provocare un frontale fra un treno merci e uno carico di gente"
Eh sì, effettivamente provocare una strage, per quanto "creativa", non sarebbe proprio carino... ma si sa, in quel caso la colpa sarà "oggettivamente" degli imperialisti guerrafondai e dei loro lacchè, non certo dei nostri fulgidi eroi "senza se e senza ma"...
Serial Dreamer
Sono un serial dreamer, un sognatore seriale: mi capita di fare dei sogni "a puntate", manco fossero telenovelas.
Quando sono in un sogno seriale riconosco immediatamente i personaggi, i luoghi e le situazioni già sognate nelle "puntate" precedenti - si verifica una "total recall", i ricordi riaffiorano come nel caso delle memorie delle vacanze virtuali dell'omonimo film - e riprendo tranquillamente a seguire la trama del sogno da dove si era interrotta.
Non mi capita mai di provare una sensazione di disorientamento o di rilevare salti logici fra una "puntata" e le precedenti: è sempre tutto molto logico, coerente, lineare.
In generale faccio molta fatica a ricordare i sogni, anche quelli normali - a episodio unico, per così dire - spesso anzi non ricordo neanche di aver sognato, quindi ci ho messo un bel po' di tempo prima di rendermi conto del fenomeno.
Ora sono arrivato a contare almeno due "serial" che si sviluppano in maniera totalmente indipendente l'uno dall'altro. La periodicità è molto variabile: fra un episodio e il successivo possono passare da poche settimane ad alcuni anni.
Non si tratta di sogni ricorrenti: in quel caso sarebbe sempre lo stesso sogno a ripetersi, magari con minime varianti, mentre qui ogni sogno è la logica continuazione dei precedenti.
Certo è una cosa strana: è un po' come aprire una finestra, di tanto in tanto, su delle esistenze parallele.
Sono un serial dreamer, un sognatore seriale: mi capita di fare dei sogni "a puntate", manco fossero telenovelas.
Quando sono in un sogno seriale riconosco immediatamente i personaggi, i luoghi e le situazioni già sognate nelle "puntate" precedenti - si verifica una "total recall", i ricordi riaffiorano come nel caso delle memorie delle vacanze virtuali dell'omonimo film - e riprendo tranquillamente a seguire la trama del sogno da dove si era interrotta.
Non mi capita mai di provare una sensazione di disorientamento o di rilevare salti logici fra una "puntata" e le precedenti: è sempre tutto molto logico, coerente, lineare.
In generale faccio molta fatica a ricordare i sogni, anche quelli normali - a episodio unico, per così dire - spesso anzi non ricordo neanche di aver sognato, quindi ci ho messo un bel po' di tempo prima di rendermi conto del fenomeno.
Ora sono arrivato a contare almeno due "serial" che si sviluppano in maniera totalmente indipendente l'uno dall'altro. La periodicità è molto variabile: fra un episodio e il successivo possono passare da poche settimane ad alcuni anni.
Non si tratta di sogni ricorrenti: in quel caso sarebbe sempre lo stesso sogno a ripetersi, magari con minime varianti, mentre qui ogni sogno è la logica continuazione dei precedenti.
Certo è una cosa strana: è un po' come aprire una finestra, di tanto in tanto, su delle esistenze parallele.
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