giovedì 8 luglio 2004

[Tech] Linspire (ex Lindows OS) in italiano sui computer Dell


Grazie a Questar è ora possibile acquistare dei PC Dell con preinstallato il sistema operativo Linspire (conosciuto in precedenza col marchio commerciale Lindows OS), sostanzialmente una versione (molto) user-friendly di Linux.
Alla presenza di Michael Robertson, fondatore e Ceo di Lindows.com, nei giorni scorsi è stata presentata la versione italiana di Linspire, questo il nuovo nome del famosissimo Lindows che tanti problemi legali ha creato.



La presentazione è stata anche l'occasione per meglio circostanziare il "fenomeno Linspire", che non deve essere visto come un antagonista del gigante Microsoft, ma come una voce in più per far crescere il fenomeno Linux.



La realizzazione della versione italiana di Linspire ha visto l'attivissima partecipazione di Questar, azienda che in Italia seguirà il supporto, la commercializzazione e la promozione nel canale di distribuzione.



Il prodotto pensato per il mercato italiano avrà un costo di 69,90 Euro e comprende anche un anno di abbonamento al servizio Click 'n run, grazie al quale l'utente avrà a disposizione una gran quantità di software adatti sia alle esigenze home che professionali.



Questar ha promesso grande attenzione anche alle proposte multilicenza pensate per scuole o piccole e medie imprese. A margine dell'evento di presentazione milanese sono emerse alcune polemiche con il gigante Dell, ma cerchiamo di meglio circostanziare i fatti.



Questar ha annunciato la disponibilità di pc desktop con sistema Linspire preinstallata, presentando quindi una partnership commerciale con il colosso dell'hardware.



Dell tiene a precisare che non si tratta di una partnership, bensì di una customizzazione in tutto e per tutto gestita e supportata da Questar; Dell garantisce il solo supporto per la parte hardware. Le puntuali precisazioni di Dell tendono ovviamente a preservare la reale partnership con Red Hat che è "l'interlocutore Linux" preferenziale per il gigante americano.
(fonte: Hardware Upgrade).



Links: sito Questar e relativa pagina delle offerte: PC Dell + Linspire precaricato in italiano.



[Tech] Dal 24/7 gli iPod mini anche in Italia


Apple ha annunciato che distribuirà gli iPod Mini anche fuori dal territorio USA a partire dal 24 Luglio.
In March, the company said it would delay the international launch of the player due to stronger-than-expected U.S. demand and tight supplies of the hard drive, which is at the core of the player.



Apple had originally planned to start worldwide shipping in April. Earlier this year, the company said it had 100,000 preorders for the iPod mini, a smaller version of the popular iPod player that is about the length and width of a business card and holds about 1,000 songs.



The company, best known for its Macintosh (news - web sites) computers, has found huge success in digital music. Apple has sold more than 3 million iPods and has a 50-percent market share of digital music players.



Its iTunes online music service is the most popular legal music download sites, claiming 70 percent of all songs bought online.
(fonte: Yahoo! News).



Il prezzo "internazionale" degli iPod Mini sarà di $249: in Italia il prezzo sarà, pare, di €279 (IVA compresa); l'iPod Mini è stato inserito da Apple nell'elenco dei prodotti "educational" e potrà quindi essere acquistato dagli studenti a un prezzo leggermente ridotto: €256,80 (IVA compresa).



Nel prezzo è compresa purtroppo anche l'indegna tassa sul macinato - (im)pudicamente definita "imposta sul copyright" - di €7,74 che colpisce gli utenti di lettori MP3.



Ricordo che gli sconti "educational" si applicano anche alle varie versioni del fratello maggiore, l'originario iPod da 15, 20 e 40GB.







Irak, materiale nucleare trasferito negli USA


Dal Corriere della Sera:
Il premier iracheno Allawi ha dichiarato che 1,7 tonnellate di sostanze nucleari, in grado di produrre una bomba atomica "sporca", sarebbero state trasferite negli Usa da due agenzie americane per evitare che cadessero nelle mani della guerriglia irachena.
Materiale nucleare? In Irak?



mercoledì 7 luglio 2004

Regione Campania: 'le scuole possono chiudere per il Ramadan'


Davanti a notizie così, viene da pensare che la battaglia ormai è già quasi completamente persa: l'Italia e l'Europa rischiano di allontanarsi sempre di più dal modello dello Stato di diritto laico, liberale e democratico, e di tradire gli ideali di libertà e uguaglianza tanto pomposamente strombazzati nel preambolo della cosiddetta "costituzione" europea.



Personalmente ero e resto contrario all'inserimento, in quel documento, di un esplicito richiamo alle "radici cristiane": sono convinto che l'ingresso della Turchia nell'Unione sia un obiettivo prioritario, di interesse assolutamente strategico - anche e soprattutto per il messaggio che invierebbe ai Paesi della Riva Sud del Mediterraneo - e un preambolo troppo "orientato" avrebbe potuto costituire un ostacolo nel processo di avvicinamento e, spero, di futura integrazione della Turchia nella UE.



Detto questo, sono ancora più contrariato però quando vedo calpestare quelle stesse radici (che di fatto sono le radici della cultura "occidentale" tout court, fanno parte della nostra cultura di tutti i giorni: anche un ateo anticlericale come me si sente immerso in questa cultura, anch'io rispetto a certe cose "non posso non dirmi cristiano", insomma) da parte di gente che si è fatta ammaliare dalle sirene (pericolose quanto e più di quelle di Ulisse) del relativismo culturale.



Riporto di seguito un commento di Paolo Macry, pubblicato sul Corriere della Sera:
Il passo sbagliato

di Paolo Macry



Più o meno, la cosa è andata così. Che mentre dalla Casa Bianca partiva l’ordine di esportare la democrazia in Medio Oriente e, quasi all’unanimità, l’Assemblea nazionale francese votava il divieto per gli studenti di ostentare i propri simboli religiosi, a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, veniva deciso che le scuole potranno interrompere le lezioni in occasione del Ramadan e del Capodanno cinese. Un provvedimento che, volendo dar modo alle minoranze di osservare i propri culti, tradisce molti buoni sentimenti ma anche una certa dose di leggerezza politica. Intendiamoci, non saranno due giorni di studio in meno a compromettere più di quanto non sia l’istruzione campana, con il suo deficit di aule, gli alti tassi di evasione, eccetera. E del resto, più pragmatici dell’assessore Adriana Buffardi, sembra che i presidi si siano ben guardati, per ora, dall’attuarne il suggerimento multiculturalista.



Ma intanto, ancora una volta, il ceto dirigente meridionale si avventura sul terreno minato di un’autorappresentazione corriva del Sud come laboratorio della convivenza fra comunità e fra etnie. Idea generosa se non fosse peregrina. Mentre agli scolari cinesi e musulmani viene offerto un simbolo di parità, le loro famiglie costituiscono i gruppi di lavoro nero più sfruttati dell’hinterland napoletano e le loro abitazioni sono peggio dell’inferno di Coketown. Per non dire dei neonati extracomunitari che vengono esposti sui marciapiedi cittadini, in attesa di qualche centesimo, senza che gli amministratori pubblici facciano una piega. Ma questa, si dirà, è la terra del pensiero meridiano, della bella lentezza tollerante, di un’antropologia che si vorrebbe arricchita grazie allo storico incrocio fra le culture poste sulle sponde europee ed africane del Mediterraneo, il luogo di una tipica compenetrazione e comprensione anche tra condizioni diverse. Un quadro sfocato, oleografico. Soltanto nella Napoli meridiana può capitare che un gip rimetta in libertà ventotto sospetti terroristi islamici (facendo infuriare il sottosegretario Mantovano), dopo aver ragionato in modo sottile sul significato culturale e non guerresco della loro voglia di jihad. E che anche una Regione usualmente sobria, con la proposta di qualche festività esotica, ceda alla tentazione di ostentare il solito surplus di tolleranza sudista. Quasi che, essendo ai confini di questo tormentato Occidente, il Mezzogiorno non avvertisse la necessità di fare sempre più, della scuola, il luogo di acculturazione all’idea dello Stato laico e di esercizio dell’identità nazionale ed europea. Invitando anche gli studenti delle minoranze islamiche e cinesi a votare liberamente il plebiscito dell’appartenenza, come diceva Renan.



Questioni marginali? Dopo tutto, che la vicenda francese del velo proibito abbia attirato su Chirac le minacce di Al Qaeda, non è esattamente un dettaglio. Piaccia o meno, il tema del rapporto fra culture - e con questo s’intende un campo di forze che oggi comprende cristianesimo, islam ed ebraismo - è diventato il cuore non soltanto della politica internazionale ma delle stesse ansie quotidiane degli europei. Fino a un paio di decenni orsono, simili questioni tenevano banco negli Stati Uniti, incendiando i liberal dell’Est Coast, la borghesia nera, gli omosessuali, le donne e magari qualche accademico in cerca di una cattedra alla Columbia. A quei tempi, settentrionali o mediterranei, sarebbe stato difficile negare il valore innovativo di un percorso intellettuale che, da Nathan Glazer a Edward Said, rivendicava le identità specifiche delle minoranze. In seguito, tuttavia, sono apparsi con chiarezza anche gli effetti collaterali della lezione multiculturalista, il proliferare dei confini, la spaccatura delle nazioni, la legittimazione di comunitarismi feroci. E l’etnicità s’è mischiata alla politica dei gruppi senza Stato, come i musulmani kosovari, o delle grandi potenze, come la Russia del genocidio ceceno. Fino a richiamare le insidiose teorie della Kulturnation. Sicché, se un quarto di secolo fa eravamo tutti relativisti, oggi sono numerosi coloro che avvertono piuttosto il vuoto lasciato da un’identitè europea storicamente superba, aggressiva, arrogante e ormai nevrotica, paranoide, psicologicamente abulica. E certo non risolverà simili umori, anzi rischia di prepararne una deriva xenofoba, l’ingenua uscita di sicurezza del multiculturalismo applicato al calendario scolastico.


martedì 6 luglio 2004

Gente Di Un Certo Livello


Non è vero che i soldi non danno la felicità: questo è solo quello che, puntualmente, sostengono i ricchi - decisamente una fonte sospetta.



Quello che non si può assolutamente comprare, invece, è la classe: leggere per credere.



Presidenziali USA, Kerry sceglie Edwards come vice


Il candidato democratico alla Casa Bianca John Kerry ha scelto John Edwards come suo vice-presidente. Lo hanno anticipato i maggiori media americani e la notizia è stata confermata da Kerry stesso con una email inviata al milione di navigatori che si era registratato al suo sito. Edwards ha formalmente accettato la candidatura.
continua sul Corriere della Sera.



Nuovo link


Un altro blog "moralmente inferiore": Managerlandia.



Buona lettura :-)