lunedì 3 maggio 2004

Decreto #1: Windows fuorilegge, dalle Alpi al Lilibeo!


...e domani, con un po' di fortuna, anche dal Manzanarre al Reno.



L'Imperatore del Mare Adriatico (Isole Comprese) nella sua immensa saggezza ha avuto la bontà di nominarmi Ministro all'Innovazione Tecnologica nel costituendo Gabinetto di Salute Pubblica che nell'immediato futuro prenderà le redini della Nazione.



Non aspettatevi però le consuete scene che accompagnano di solito questo tipo di rivolgimenti (carrarmati sferraglianti nelle strade, epurazioni varie, la conquista manu militari di radio e televisioni): per usare le parole del nostro Supremo Condottiero,
Non vi preoccupate, se inizialmente non noterete alcun mutamento negli assetti istituzionali: per rendere la transizione più dolce e senza scosse, per qualche tempo lasceremo apparentemente al loro posto i nostri uomini di paglia. Anzi, non preoccupatevi proprio più. Di nulla. Lasciate fare a noi.

Voi pensate a fare la vostra parte: lavorare, consumare e soprattutto guardare la TV. E non state più a sentire quelli che vi dicono che fa male, che corrompe le coscienze, quelli che addirittura si vantano di non guardarla. Essi con ciò si rivelano per quello che sono: dei Musoni Senza Speranza.
Premesso questo, ho deciso che il primo provvedimento emesso dal mio Ministero sarà la messa fuori legge dell'odiato sistema operativo Windows (tutte le versioni tranne, sadicamente, la 95 - quella priva di supporto USB, e di tante altre cose).



Gli attuali utenti Windows che vorranno usare computer non ripescati nei mercatini del modernariato dovranno quindi scegliere se passare a Linux oppure al Mac OS - o, in alternativa, potranno decidere liberamente di smettere di usare i computer: noialtri non li si obbliga certo, in fondo non siamo mica comunisti.



Ulteriori dettagli sull'embrione di questo Brave New World potete leggerli qui.



[Tech] Alert: il worm Sasser si sta diffondendo rapidamente


Secondo molti esperti, il worm virus Sasser durante il week-end ha già infettato il 3% dei computer connessi a Internet - qualcosa come 18 milioni di PC.



A quanto pare il virus provoca il reboot del computer infetto, ripetendo poi l'operazione per alcune volte.
The worm, named Sasser, began to spread on Saturday, and unlike a virus does not travel through e-mails or attachments. It can spread by itself to any unprotected computer linked to the Internet.



It attacks through a flaw in recent versions of Microsoft's Windows -- Windows 2000 (news - web sites), Windows Server 2003 and Windows XP (news - web sites) -- and causes the computer to shut down, then rebooting it, repeating the process several times. But it appears to do no lasting damage.
A differenza della stragrande maggioranza dei virus tradizionali, Sasser non sfrutta l'e-mail e gli allegati di posta elettronica per diffondersi, ma lo fa autonomamente sfruttando una vulnerabilità presente (tanto per cambiare) nei seguenti sistemi operativi Microsoft: Windows 2000, Windows XP e Windows Server 2003 (ricordate la pubblicità internazionale di Microsoft? "Con Windows Server 2003 gli hacker diventeranno una specie in via di estinzione").



Con l'inizio della settimana lavorativa Sasser potrebbe iniziare a diffondersi in maniera incontenibile:
"Compared to other viruses which have appeared on weekends when activity is low -- doubly so now that May 1 is a holiday in many countries -- this one has positioned itself as one of the quickest-spreading and most virulent ones," Luis Corrons of PandaLabs, which has offices in Spain and the United States, said Sunday.



"All these signs make for a dark forecast for the beginning of the week when it is expected that the number of incidents will soar at the beginning of the work day."



"The problem seems to be getting worse," Mikko Hyppoenen, an anti-virus expert at F-Secure, a leading internet security firm, told AFP from Helsinki, adding that millions of computers worldwide may have been infected.



"We don't know how big this is going to be (but) we expect things to get much worse on Monday when people bring their laptops in to the office after the weekend," Hyppoenen said.



Since laptops are not protected by company firewall systems if used on a server other than the company's, they run the risk of being infected and in turn infect the company's network when used in the office.



"It seems to me an exaggeration to say that millions of computers have been affected," Bernard Ourghanlian, Microsoft's technical director in France, told AFP, where work was disrupted by the worm Saturday night.



But he acknowledged that the worm was spreading Sunday.



"We are recording at the moment several attacks a minute on 'honey pots' (computers deliberately left unprotected so they can monitor viruses)", he said, adding that France and some southeast Asian countries seemed to be particularly hit.



Microsoft made available a software update last month to fix the flaw exploited by the worm, and since mid-April several million copies have been downloaded.



"We have every hope the spreading of this virus will be limited by the many precautions we have taken," he said.
Insomma, chi ha scaricato e attivato la patch messa a disposizione in aprile da Microsoft dovrebbe essere al sicuro: gli altri faranno bene ad aggiornare i propri sistemi il prima possibile.



Fonte: Yahoo! News.



domenica 2 maggio 2004

Ognuno ha gli eroi che si merita


Gli eroi dei "combattenti palestinesi" e dei loro supporter occidentali (gli stessi che hanno dipinto l'eroico - lui sì - Quattrocchi come un "infame mercenario") sono questi.



Incredibile: tribunali islamici in Canada


Ne parla Marco Guidi, del Messaggero, su Newsland (segnalato da Paolo di I Love America):
UN PICCOLO passo verso la fine della civiltà giuridica occidentale, vale a dire della civiltà occidentale tout court. Così si può leggere la decisione del General Attorney dello stato dell'Ontario (Canada). In un futuro immediato, come ha comunicato il portavoce del dipartimento giustizia dell'Ontario, Brendan Crawley, tutti i musulmani residenti nello stato canadese, invece che a un tribunale normale potranno ricorrere a una sorta di tribunale islamico (dove i giudici canadesi saranno affiancati da imam e dotti nella legge coranica), a patto che la vertenza riguardi due o più musulmani e che tutti i convenuti in giudizio siano d'accordo.



(...)



La decisione pare sia passata in Canada senza particolari clamori, ma il suo impatto è destinato a diventare, a nostro avviso, devastante. Ricorrere a tribunali islamici per gli islamici significa, in nome del multiculturalismo, non riconoscere l'esistenza di una legge comune per tutto il Paese e dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Peraltro, proprio in Canada, e proprio nell'Ontario esiste un precedente: per gli ebrei c'è la possibilità di ricorrere a una sorta di tribunale rabbinico, sempre in caso di dispute familiari, divorzio, eredità e affari.

Non occorre essere grandi giuristi per capire che così operando si va verso una sorta di diritto variabile a seconda delle religioni (attendiamo ora che anche la comunità sikh, quella buddista, quella induista del Canada ottengano le stesse regole. Del resto perché loro no e gli altri sì?).



(...)



Ovviamente questo, al contrario di quel che sembrano credere i canadesi, non favorirà l'integrazione tra i cittadini di diverse religioni, ma anzi tenderà a creare delle vere e proprie enclaves nel cuore della società. Tutto il contrario di quello che auspica uno studioso tedesco di origine siriana, Bassan Tibi, in un suo recente libro: "Euroislam". Secondo Tibi potrà nascere un islam europeo solo quando le comunità islamiche che vivono in occidente accetteranno i modi di vita europei, primo tra tutti il suo diritto.



(...)



Il rovesciamento del vecchio principio europeo della legge uguale per tutti creerà tante giurisdizioni separate, per ora solo a livello di diritto famigliare e civile. Ma è un segnale pericoloso di resa, di perdita di orientamento. In ultima analisi un cedimento al relativismo culturale che mina le basi stesse del vivere civile. Anche perché la sharia non è, l'abbiamo detto, un diritto unico, essa si basa su interpretazioni dei dotti fondate sul Corano, gli hadit (i detti e i comportamenti del Profeta Muhammad), il consenso e l'analogia.

Tutte regole che possono mutare (spesso lo fanno) da tribunale a tribunale, da giudice a giudice.


sabato 1 maggio 2004

Iraq The Model su Abu Gharib


Riporto un post di Omar del blog Iraq The Model sui fatti di Abu Gharib:
Saturday, May 01, 2004



About Abu Gharib.

Every time I see these pictures that show some American soldiers and officers abusing and humiliating Iraqi prisoners I feel very upset and disgusted. Many of you wanted to know how we feel about those crimes and the people responsible for them and my opinion is simply this: those soldiers must be brought to justice and punished.



There are tens of thousands of coalition soldiers in Iraq, and of course not all of them are pure angels; they’re tough warriors among whom we can find the good and the evil, and the evil are always less but unfortunately, they draw more attention just like a small black point on a white paper and this applies to any group of human beings anywhere on this planet. That’s why we should not generalize this to the whole coalition soldiers. I’m not trying to defend the coalition here; I just want to show my point of view in an objective way.



The way the Arabic media handled this incident reminds me of the way they handled the barbaric crime in Fallujah a month ago, they tried to show that all the people in Fallujah supported that crime which they called "resistance" and now they’re trying to make Iraqis believe that all the soldiers of the "occupation forces" are involved in this atrocity and that every single soldier in the coalition can’t wait to seize the chance to humiliate Iraqis.



The media seems to be always trying to exaggerate things and to describe any violent action from Iraqis (or Arabs) as "resistance" and any violent action from the coalition as "crimes of the occupiers" to make a good story that sells or that serves their masters' objectives. Anyway, this is not the subject I want to talk about today.

I want to tell you that I felt great relief when I saw and heard the highest-ranking officials in the coalition apologize to the Iraqi people for what a small group of their soldiers did and assuring us that there will be serious investigations to expose those who committed the atrocities and to punish them the way they deserve.



What happened was awful, that’s true but I feel comfortable with the good intentions of the coalition leaders and people who rejected the crimes against the detainees.

Let me tell you this, under the past regime Iraqis were the victims of worse atrocities (by the hands of Iraqis) everyday but no one could say a word about that, now, nothing can be hidden from the people and no one can get away with his crimes. For the first time, law is starting to govern our country and this will force anyone to think twice before he plans to harm someone or break the law in any way.



The crime was a step backwards but the way it’s being dealt with is-in my opinion-a step forwards on the way to strengthen the trust between the coalition and the Iraqis because this will help putting an end to many of the (conspiracy theory) supported ideas that many Iraqis have in their minds and this will tell Iraqis that the Americans are not hiding facts about their soldiers behavior here and once they feel that something wrong is happening they will move to correct it.



- posted by Omar


Torture, l’onore da riconquistare


Così Gianni Riotta sul Corriere della Sera (no permalinlk, sorry):
L’AMERICA E I PRIGIONIERI

Torture, l’onore da riconquistare



Le armi di sterminio di massa di Saddam restano un mistero e la legittimità morale dell’intervento anglo-americano in Iraq si basa dunque sulla ferocia del regime Baath, le fosse comuni dei dissidenti, le torture nel famigerato carcere di Abu Ghraib, alla periferia di Bagdad. È con stupore e amarezza, "siamo lividi" dice il portavoce del Pentagono, che l’opinione pubblica americana prende atto delle rivelazioni nella rete tv Cbs sui maltrattamenti, gli abusi e le umiliazioni inflitte da soldati Usa a detenuti iracheni proprio ad Abu Ghraib, popolato oggi da 8 mila prigionieri. Le immagini di un uomo incappucciato, legato a cavi elettrici, issato su una scatola e minacciato "se cadi resti fulminato" non sapendo che i cavi erano staccati dalla rete, di prigionieri nudi scherniti da una donna soldato che finge di sparare con pollice e indice puntati, con una piramide umana di uomini nudi, costretti a stare in posa, uno con insulti graffiti sulla pelle, il corpo di un poveretto picchiato a sangue, un detenuto con cavi legati ai genitali, finti coiti tra detenuti nudi, i cani aizzati contro, hanno impressionato più della ritirata dei marines da Falluja, che costituisce una indiretta vittoria per i ribelli, che usando della tv come mediazione politica hanno costretto all’impasse la maggiore armata della storia. Oggi ricorre il primo anniversario dell’annuncio dato dal presidente George W. Bush dalla tolda della portaerei con lo striscione prematuro "Missione compiuta" e peggiore coincidenza non potrebbe immaginarsi. Il decano del Senato, Robert Byrd si leva a parlare: "Fallimento".



Da Bagdad è il portavoce della coalizione, il generale Mark Kimmitt a riconoscere amareggiato: "Ci sono giorni in cui non si può essere fieri dei nostri soldati, pochi individui hanno messo a rischio il lavoro positivo di 150 mila soldati. Se non rispettiamo noi la dignità dei prigionieri come aspettarsi che lo facciano gli altri?". A far partire l’inchiesta la denuncia di un soldato americano, disgustato dalla condotta dei suoi compagni. Entrato in possesso delle foto che testimoniano gli abusi, il militare le ha consegnate ai suoi superiori, che hanno aperto il caso. Quando la Cbs ha avuto gli originali, il capo di stato maggiore generale Richard Myers ha chiesto tempo, temendo vendette contro le truppe di stanza in Iraq, ma presto la notizia si è diffusa e la rete ha lanciato lo scoop.



I provvedimenti militari sono scattati con la severità che lo smacco di immagine impone: la generale Janis Karpinski, comandante di Abu Ghraib e della 800a Brigata di polizia è stata sospesa già da gennaio con sette suoi ufficiali e sei soldati, responsabili diretti degli abusi, affronteranno la corte marziale.



Sono imputati di "atti crudeli, inumani, indecenti, percosse, violazione della disciplina militare, profanazione di cadavere e associazione a delinquere". Il "livore" del Pentagono è moltiplicato dall’assurdità della vicenda, non si tratta di sistematiche torture ma di umiliazioni sadiche inflitte a prigionieri inermi, non a caccia di informazioni che possano portare ad evitare un grave attentato, ma quasi per gioco, da militari ridotti al rango di teppisti ubriachi. L’ex colonnello dei marines Bill Cowan e l’ex dirigente CIA Bob Baer sintetizzano la reazione di tanti militari e agenti di intelligence: "Ho visitato Abu Ghraib subito dopo la liberazione - dice Baer - era la cosa peggiore che avessi mai visto. Mi son detto che se ci vuole una ragione per cacciare Saddam Hussein questo carcere ne fornisce a sufficienza. C’erano cadaveri azzannati dai cani, torture, cavi elettrici ai muri, era un luogo di morte". E il tenente colonnello Cowan: "Siamo andati in Iraq per impedire questi abusi e dà tristezza che si ripetano sotto il nostro mandato". La reazione della stampa araba è furiosa. La popolare rete tv Al Jazira ha mostrato a lungo le immagini, schermando il pube dei prigionieri. La foto della donna soldato che fa la pistolera con le dita davanti ai maschi nemici nudi è stata a ripetizione mandata in onda e il suo impatto psicologico sull’inconscio collettivo arabo costerà caro al Pentagono. Amnesty International, da Londra, parla di "situazione grave", l’attivista televisiva per i diritti civili yemenita Mustafa Rageh sostiene: "Di abusi del genere l’Iraq è pieno, Abu Ghraib è solo un esempio".



I soldati accusati si difendono citando il caos e la mancanza di ordini superiori, la CIA che esigeva confessioni rapide, l’anarchia del dopoguerra. L’avvocato Gary Myers, che difende uno degli imputati, il sergente Ivan Frederick (un riservista, secondino nella vita civile) parla dell’"inebriante liquore che intossica il potere assoluto" e ammette che i detenuti venivano abbandonati fino a 72 ore di seguito in celle senza finestre né bugliolo di un metro per un metro, ma sostiene che quando Frederick informò dell’abuso i superiori, la risposta fu "chi se ne frega se dormono in piedi, tu obbedisci agli ordini". "Sono stati gli ufficiali ad insegnare al mio cliente come umiliare gli arabi", dice Myers.



La donna che abusa dei nemici nudi e ora è detenuta in un carcere militare si chiama Lynndie England, ha 21 anni. Sua mamma Terrie prova a difenderla: "Una goliardata, e allora quel che gli iracheni fanno ai nostri? Solo noi dobbiamo osservare la convenzione di Ginevra?". La flebile difesa di una madre non scherma gli alleati dallo scandalo. Il premier inglese Tony Blair "condanna la vicenda" parlando però di "caso isolato", il premier australiano John Howard si dice "sconvolto" e loda l’inchiesta in corso.



L’avvocato Myers accusa anche i tecnici di due aziende private, la Caci e la Titan Corporation, che avrebbero collaborato alla gestione della galera. Si parla di un licenziato e di un interprete incriminato per stupro. I siti internet www.caci.com e www.titan.com conducono ad aziende specializzate in sicurezza, la Caci promette "alti valori etici sul lavoro", la Titan "un’esperienza professionale condotta nella guerra al terrorismo".



L’iracheno incappucciato come un razzista del Ku Klux Klan e legato ai cavi disconnessi, la soldatessa che scambia una galera per la discoteca di infimo rango creano un disagio morale che supera, nello squallore, tutte le polemiche per i detenuti di Guantanamo e fornisce materiale crudo all’arsenale della propaganda antiamericana. I teppisti in divisa di Abu Ghraib espongono i loro colleghi, tutti i militari della coalizione multinazionale e, soprattutto, gli ostaggi in mano ai terroristi al pericolo di ritorsioni, vendette e torture. Che lo scandalo sia emerso, reso noto al mondo e che i colpevoli verranno processati e puniti dimostra quanto ipocrita sia parlare di "macchina del consenso fascista" o di "giunta militare" a proposito dell’opinione pubblica Usa. Ma con l’impasse diplomatica affidata all’Onu, e le operazioni militari in scacco a Falluja, la partita per ottenere consenso e legittimità morale a Bagdad vive il giorno peggiore. È un superiore e valido standard etico contro Saddam la motivazione più convincente per la guerra, ma nel caos di Bagdad si rischia di perderlo.



Un processo esemplare ai "bravi" di Abu Ghraib non è solo positivo, ma indispensabile a questo punto.



Quanto al perché della condotta dei secondini è la "banalità del male", che lascia gli individui senza controllo ad esprimere sempre il peggio di se stessi.

Venticinque


Dalla mezzanotte l'Europa conta dieci Paesi membri in più; sul Corriere della Sera uno speciale sui dieci nuovi entrati e un interessante articolo di Sergio Romano.