lunedì 12 gennaio 2004

Sventato un attentato chimico in Francia


Secondo un funzionario del ministero dell'interno francese la Francia avrebbe evitato un attentato terroristico con mezzi non convenzionali come botulino e ricina:
The French police are convinced that their country has escaped a planned chemical or biological attack by an Islamist cell linked to al-Qaida.



An interior ministry official said evidence from Islamist militants arrested in the Lyon area last week made it "very plain" that an attack with the deadly botulism or ricin toxins was being actively prepared.



The eight suspects arrested on Tuesday were mainly relatives of Menad Benchellali, the son of a radical imam in the Lyon suburb of Venisseux, who has been in jail since December 2002, when he was arrested during a police investigation of French Islamists' efforts to send young Muslim volunteers to fight the Russian forces in Chechnya.



The ministry official, who asked not to be named, confirmed a report in Le Monde that the suspects admitted to the police that Mr Benchellali was a chemicals expert who had been trained in poison-making in al-Qaida camps in Afghanistan and was actively trying to produce a botulism toxin and ricin.



He had tested his chemicals on animals, they said.
Una ulteriore conferma del fatto che il terrorismo islamo-fascista non fa differenza fra infedeli "amici" e "nemici": gli infedeli sono tutti nemici - anche quelli che perseguono una politica di appeasement.



Fonte: The Guardian.



domenica 11 gennaio 2004

Florida: aborto, per il Tribunale il feto non e' una persona


Riporto dal Corriere:
WASHINGTON - Un feto non puo' avere un tutore. Cosi' ha deciso la Corte d'appello di Daytona Beach, in Florida, respingendo il tentativo dei conservatori anti-aborto, con in testa il governatore Jeb Bush, fratello del presidente George. Secondo il giudice il feto non e' una persona e quindi non ha diritti da tutelare. Il caso specifico riguarda una giovane donna gravemente handicappata rimasta incinta in seguito a uno stupro all'eta' di 22 anni.
Il testo del Corriere non dice a che stadio di sviluppo si trova il feto: se poche settimane o alcuni mesi - un dato non irrilevante, mi pare.



Nuovi (e vecchi) link


Corposo aggiornamento della sezione dei links di RB. Come al solito, ho rimosso alcuni link e ne ho aggiunti di nuovi. Come al solito, i blog rimossi non sono rimossi per sempre: aspettatevi di vederli riapparire in occasione di uno dei prossimi aggiornamenti.



Questo è quello che è successo a 5 del mattino, che avevo rimosso per... scarsa produttività ;-)

Ora ha ricominciato ad aggiornare il suo blog regolarmente, e quindi rieccolo qui.



Ecco le altre new entry:

Sai tenere un segreto? sostituisce Parigicannes;

Orestina (di Alessio) è un blog di quelli che sento particolarmente affini;

lo stesso vale per I Love America;

Finanza & Cappuccino riesce nella notevole impresa di rendere effervescente il cappuccino - e senza neanche usare latte Parmalat;

Healing Iraq, Iraq The Model e Iraq at a glance sono dei blog iracheni che tengo d'occhio ormai da un pezzo - Healing Iraq riporta pure una bruttissima vicenda che coinvolge dei soldati USA, fra l'altro;

per finire, dopo tanti maschietti iracheni, una Iranian Girl.



Buona lettura a tutti, e al prossimo aggiornamento.



Un blog dedicato alla Conferenza di Sana'a


Su http://www.yemenconference.splinder.it/: appunti dalla conferenza di Sana'a: notizie, aggiornamenti, appunti dalla conferenza su democrazia, diritti umani, Corte penale internazionale organizzata nello Yemen da "Non c'è pace senza giustizia", di cui Emma Bonino è tra i fondatori, e dal Governo locale.



Iraq: comando militare danese conferma ritrovamento proiettili chimici


Nuova benzina sulla vecchia e sterile polemica sulle WMD, immagino...



Ieri militari danesi e islandesi hanno rinvenuto 38 proiettili di artiglieria nel deserto a sud di Bassora.



I proiettili risultano caricati con una sostanza sospetta che, secondo le analisi preliminari condotte da esperti britannici, dovrebbe appartenere alla famiglia dei "vescicanti", la stessa a cui appartiene l'iprite (detta anche gas-mostarda, se non ricordo male).



Personalmente trovo che quelli che continuano tuttora a battere con infantile petulanza sul tasto del mancato ritrovamento di armi di distruzione di massa per "dimostrare" che la guerra è stata un inganno, un errore o peggio ancora un crimine - come se quello che di positivo sta succedendo grazie alla nuova politica USA e agli effetti della guerra in Irak (per citare il titolo di un post di Camillo: La costituzione liberale afghana, il processo democratico in Irak, India-Pakistan verso la pace, dopo 25 anni riprendono le relazioni Egitto-Iran, la Libia molla le armi di sterminio, riprendono i rapporti diplomatici tra Israele e Tripoli, la Turchia aiuta le relazioni tra Israele e Siria) fosse totalmente irrilevante - siano o cretini (e allora mi dispiace per loro) o in malafede (e allora mi dispiace per loro due volte, perchè per riuscire a passare per cretini si sottopongono anche a notevoli sforzi).



Ora la notizia del ritrovamento dei proiettili chimici immagino riaprirà la polemica (già alcune fonti sostengono che i proiettili risalgono ai tempi della guerra Iran - Irak) ma, per l'appunto, trattasi di polemica sterile - e a cui non parteciperò.



Tanto per chiarire meglio perchè non lo farò, comunque, cito un piccolo capolavoro de "La Repubblica" del 9 gennaio apparso su "Redazionalmente corretto":
I titolisti hanno tradito il bravo Alberto Flores D'Arcais. Il suo articolo comincia così: "Le armi in mano a Saddam erano in tempi lunghi una minaccia per la stabilità della regione e per la sicurezza globale ma non rappresentavano un immediato pericolo per gli Stati Uniti". Scrive anche che pur non essendo state trovate armi, in Iraq la ricerca "aveva portato solo alla scoperta di documenti che rivelavano l'esistenza di decine di programmi di sviluppo e i tentativi di nasconderli all'Onu". I documenti, continua il giornalista, "fanno pensare che il regime di Saddam intendesse sviluppare armi di sterminio". Sapete come hanno sintetizzato i valorosi uomini del desk? "Usa, rapporto contro Bush: 'Un bluff le armi di Saddam'" (peraltro la frase è falsa, nel dossier non c'è).
Con gente simile (e questi sono già i migliori), a che serve discutere? Sarebbe una pura perdita di tempo - e poi, vale sempre il vecchio ammonimento: "Evita di metterti a discutere con un cretino: la gente potrebbe non notare la differenza" ;-)



Fonte: Corriere della Sera.



venerdì 9 gennaio 2004

[Tech] Linux: rilasciato il kernel 2.6.1


Rilasciato il kernel 2.6.1 di Linux:
Linus (Torvalds, NdR) announced the release of 2.6.1 a few minutes ago, fixes include AGPGART, a fork() bugfix, and misc changes to XFS.
Links: sorgenti e changelog (lo so, post eccessivamente sintetico, ma sto operando in condizioni di emergenza - sorry...)



giovedì 8 gennaio 2004

[Tech] La password di 'protezione da modifica' di Word? Facilmente violabile


Come noto, in Microsoft Word è possibile attivare sui documenti due diverse password di protezione: una impedisce tout court l'apertura del documento a chi ne è sprovvisto, l'altra permette l'apertura del documento ma impedisce di salvare le eventuali modifiche apportate.



Ora è nata una polemica (certo non la prima, in questi anni) sulla sicurezza della "password to modify", quella, per l'appunto, che permette ai possessori di salvare le modifiche al documento.



Thorsten Delbrouck, chief information officer di Guardeonic Solutions, una sussidiaria tedesca di Infineon Technologies, ha segnalato il problema a Microsoft lo scorso novembre (!):
Known as the Password to Modify feature, the password-protection mechanism in Microsoft Word can be bypassed, disabled or deleted with the help of a simple programming tool called a hex editor. The hack does not leave a trace, meaning an unauthorized user could remove the password protection from a document, edit it and replace the original password.
Particolarmente gustosa la risposta di Microsoft:
In a Knowledge Base article published in early December, Microsoft denied there was a problem because, the company said, the password-protection feature is not intended to provide "fool-proof protection for tampering or spoofing," but is "merely a functionality to prevent accidental changes of a document."
Insomma, più o meno tutto come ai vecchi tempi, quando Microsoft replicava alle lamentele dei clienti rispondendo "It's not a bug, it's a feature".



Delbrouck osserva però che la "feature" in questione può comportare grossi problemi legali, soprattutto per le aziende.
However, Microsoft's assertions were questioned by Delbrouck, who said the feature poses serious legal implications for companies. He explained that one of his company's hardware suppliers is Dell, which e-mails its quotes on a protected Word document. What happens, asked Delbrouck, if Dell sends him an offer, he uses the hack to modify the offer in his favor, then signs it and faxes it back?



"We would probably end up in court and an expert would probably look at the original document and say, 'this document is protected by a password that the customer could not have known. It has not been modified because the protection is still active and the document still has its original password,'" Delbrouck said.
Dopo che la segnalazione di Delbrouck è stata ripresa e resa pubblica da un sito Web che si occupa di sicurezza e di hacking, Microsoft ha aggiornato la sua Knowledge Base aggiungendo questo avvertimento:
"When you are using the 'Password to Modify' feature, a malicious user may still be able to gain access to your password."
Sic.



Secondo Delbrouck il problema non ha soluzione: il consiglio che dà alle aziende che inviano in Rete informazioni "critiche" è di usare un formato di file diverso, come il .PDF di Adobe Acrobat (ora la suite open source OpenOffice 1.1, compatibile coi formati file di Microsoft Office, permette l'esportazione diretta e immediata in formato .PDF di documenti di testo, presentazioni e fogli di calcolo senza richiedere l'installazione sul proprio PC del software a pagamento di Adobe) e/o di fare ricorso alla firma digitale dei documenti al fine di garantirsi da modifiche indesiderate.



Senza volere rigirare a tutti i costi il coltello nella piaga, non posso fare a meno di ricordare che alcuni (tanti, ormai) anni fa, più o meno ai tempi del rilascio di Windows 95, Microsoft dava già chiari segnali di quale fosse la priorità assegnata alla sicurezza dei suoi applicativi.



Quando si usano le password il rischio, naturalmente, è quello di dimenticarsele e di ritrovarsi con un documento di testo, un database (argh) o un foglio elettronico bloccato, pur essendone i legittimi proprietari.



All'epoca Microsoft veniva incontro ai suoi utenti anche in questo modo: pubblicando su di un suo sito ufficiale una piccola macro di Excel che in sostanza serviva a... sbloccare le cartelle di Excel protette da una password ormai dimenticata.



Utilissimo per i legittimi proprietari, certo, ma che dire dei possibili usi illegali di un simile passepartout?



Questo tanto per dare un'idea di che tempi "naive" (stasera mi sento particolarmente generoso) fossero quelli...



Fonte: News.com.